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Stephen King & Clive Barker
a cura di Anthony Timpone
Sperling & Kupfer - Pagine 260 - Prezzo £ 20.000
Dopo
una spasmodica attesa sono finalmente riuscito ad entrare in possesso
del volume "Stephen King & Clive Barker" curato da
Anthony Timpone e dato alle stampe alcuni anni fa, precisamente nel
1999, dalla Sperling & Kupfer. Nonostante la non proprio facile
reperibilità del prodotto, consiglio a voi tutti di provare a
cercarlo in rete o di assillare la libreria che siete soliti
frequentare al fine di acquistarlo: trattasi, infatti, di un'opera
certamente in grado di soddisfare la curiosità dei lettori di vecchia
data e di suscitare quella dei neofiti nei confronti di questi due
immensi ed imprescindibili autori.
Il
volume raccoglie alcune interviste rilasciate per la celebre rivista
"Fangoria" , vera e propria bibbia per gli ammanti del
genere, saggi sui due autori, stuzzicanti pagine che raccontano il
dietro alle quinte di produzioni cinematografiche ispirate ai loro
lavori, nonché la bibliografia del "Re del brivido" e del
"Principe Nero dell'horror".
Nelle
pagine del libro ho ritrovato conferma di alcune considerazioni che da
tempo andavo formulando nella mia mente circa King e Barker: ci
troviamo, al di là delle apparenze, dinnanzi a due autori
radicalmente diversi. In King l'orrore deriva dal reale come
un'appendice mostruosa ed indefettibile della stessa vita quotidiana.
Nell'opera di Barker, invece, il protagonista assoluto è il
soprannaturale, ed il "diverso": il "mostro", non
costituisce un'emanazione della realtà né una minaccia per la
stessa, quanto piuttosto un'occasione di arricchimento, una
possibilità di salvezza.
King e Barker si differenziano altresì anche per la loro scrittura:
più convenzionale quella del nativo del Maine, e forse proprio per
questa ragione maggiormente fruibile da un pubblico più vasto, più
evocativa, "delirante", quella dell'oriundo di Liverpool.
Al
di là dei gusti personali consiglio davvero a tutti la lettura di
questo libro, non ne rimarrete delusi.
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