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SERGIO BASILE, Necronomicon: Storia
di un libro che non c'è
Fanucci Editore - coll. Saggi - pagg. 304 - prezzo 7,50 euro
"Il
titolo originale dell'opera è Al Azif: è il termine usato
dagli arabi per designare gli strani suoni notturni (dovuti agli
insetti) che supponevano essere l'ululato dei demoni.
L'autore è Abul Alhazred, un poeta folle di San'a, capitale
dello Yemen, che si dice sia vissuto nel periodo dei Califfi
Omiadi, nell'ottavo secolo dopo Cristo. […]
Non seguiva la religione musulmana, ma era un adoratore di
Entità sconosciute che chiamava Yog-Sothoth e Cthulhu."
(H.P. Lovecraft, Storia del Necronomicon (1927), nella
traduzione Newton & Compton, dalla quale sono tratte le
citazioni all'interno del saggio di Basile).
Da
quando Fanucci nel 1979 pubblicò il Necronomicon di
Wilson-Langford-Turner, a cura di Gorge Hay, e poi in Il
Necronomicon - Il libro proibito di H.P. Lovecraft (1994) e Il
Necronomicon 2 - la tomba di Alhazred (1998), moltissimi lettori
si sono rivolti alla casa editrice, chiedendo se il Necronomicon
esistesse realmente. Nell'intenzione degli autori la risposta a
questa domanda avrebbe dovuto essere già contenuta nel
carattere giocoso degli scritti stessi, ma la voglia di credere
all'esistenza del grimorio è stata tanto forte da rendere
necessaria la pubblicazione di un saggio per far luce in maniera
definitiva sull'annosa questione.
In realtà, lo stesso Lovecraft aveva già spiegato la cosa in
una lettera a Frank Belknap Long, datata 26 gennaio 1921: "Il
personaggio del folle Abul Alhazred è inventato. Il distico 'That
is not dead which can eternal lie / And with strange eons even
death may die' è mio e Alhazred è uno pseudonimo che adottai
quando avevo pressappoco cinque anni e andavo pazzo per Le mille
e una notte."
Un'invenzione quindi che, racconto dopo racconto, ha accresciuto
il proprio peso all'interno della narrativa lovecraftiana e non
solo. Sfruttati a più riprese da amici ed ammiratori del
Solitario di Providence, il Necronomicon e il suo
"folle" autore divennero ben presto un cardine di
molta letteratura fantastica, eccitando a tal punto la fantasia
di migliaia di lettori da indurli a credere alla reale esistenza
del grimorio.
Proprio con l'obiettivo di spiegare ai lettori "cosa siano
gli pseudobiblia - cioè libri inesistenti (nella cui categoria
si ascrive il Necronomicon)" - e presentarne le fonti
letterarie, vede la luce l'opera di Basile. Nella prima parte
l'autore cerca di "illustrare il percorso creativo del
libro proibito da parte di Lovecraft e dei suoi epigoni",
oltre a "fornire le citazioni necessarie per dare un corpo
al libro che non c'è". In coda al saggio vengono poi
pubblicate, quasi integralmente, le tre edizioni del
Necronomicon date alle stampe da Fanucci.
Questo perché il lettore possa calarsi nel meccanismo
produttivo che ha creato questi volumi. "Se poi vorrà
ancora credere all'esistenza reale del libro che non c'è,"
conclude Basile "e pensare che questo volume sia l'ennesimo
depistaggio per impedire che la verità sul Necronomicon venga
fuori, si accomodi pure…"
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