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TITOLO:
Silent Hill 4 - The Room
SVILUPPATORE:
Konami
PUBLISHER:
Konami
GENERE:
Survival Horror
LOCALIZZAZIONE:
Sottotitoli
PIATTAFORMA:
PC
VOTO: 79/100

Due
anni fa Henry Townshend si trasferì nell'appartamento 302 di South
Ashfield Heights, un palazzo nella cittadina di Ashfield. Henry era
felice e si stava godendo la sua nuova vita ma da cinque giorni sta
succedendo qualcosa di molto strano. Ogni notte Henry fa lo stesso
identico sogno ma la cosa ancora più strana è che la sua porta di casa
è stata bloccata dall'interno con catene e lucchetti.
Ecco
come si presenta la storia iniziale del nuovo capitolo della saga di
Silent Hill, arrivati ormai alla quarta incarnazione videoludica. Questa
volta però non ci troviamo ad un prodotto uguale agli altri tre ma
abbiamo per le mani un titolo che mira a creare qualcosa di totalmente
differente, sia partendo dall'impostazione di gioco che per tutta una
serie di questioni che vado subito ad analizzare.
La
prima cosa che si nota immediatamente è la nuova scelta stilistica di
dare al titolo non solo la classica visione in terza persona che
contraddistingue questo genere di prodotti (dal nascente Alone in The
Dark, fino agli ultimi capitoli di Resident Evil e compagnia bella) ma
di aggiungere anche la telecamera in soggettiva frequente solitamente
negli FPS e con il classico punta e clicca delle avventure grafiche per
esaminare gli oggetti. Il soggettivo regnerà sovrano mentre esploreremo
il nostro appartamento, luogo in cui tutto ha inizio: la terza persona
la ritroveremo varcando una misteriosa soglia (che comparirà nelle
stanze all'interno del nostro appartamento) e che ha il potere di
trasportarci verso 6 misteriosi mondi (una ferrovia abbandonata - un
parco - un carcere abbandonato - un supermercato - un palazzo e una
clinica medica). Come dicevo all'inizio, il nostro personaggio è
bloccato dentro casa ma, anche se non ha alcuna possibilità di
comunicare con quello che lo circonda esternamente (e nessuno riesce a
sentirlo dall'esterno), ha comunque la capacità di vedere quello che
succede fuori dalla sua finestra o poter sbirciare dallo spioncino della
porta di casa o, ancora, osservare l'appartamento di fianco al suo
grazie a una crepa nel muro del salotto (manco fosse un guardone).
THE ROOM è un gioco che punta a qualcosa di diverso dai precedenti
capitoli della serie, non solo per quanto riguarda la storia che non è
più ambientata nella città di Silent Hill (anche se si parlerà lo
stesso di quella misteriosa città) ma per la precisa scelta di un game
play totalmente modificato: ci troviamo per le mani un nuovo personaggio
che non ha niente a che fare con quelli già pilotati nei precedenti
capitoli. Henry non ha nulla da nascondere o, nel suo passato, non si
trovano spettri di nessun tipo, è solo il classico ragazzo che si trova
nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Principalmente SH4 punta tutta la sua forza creativa nella storia
principale (e nella grafica), scegliendo di sacrificare quello a cui
questi giochi puntano maggiormente e cioè le fasi dedicate alla
risoluzione degli enigmi: il titolo non è infatti capace di dare libero
sfogo all'uso dell'intelligenza, preferendo maggiormente sezioni più
curate verso combattimenti corpo a corpo o con l'ausilio di armi da
fuoco. Mi spiego meglio: se nei precedenti capitoli potevano trovarsi
sezioni in cui rimanere bloccati per colpa di quel maledetto indovinello
che non si riusciva a risolvere, in questo quarto capitolo, si
incontreranno non solo enigmi veramente semplici (per non dire stupidi)
ma alcune volte non se ne vedrà neanche l'ombra. Non abbiamo più per
le mani un titolo su cui combattere ore e ore ma un gioco che verrà
completato in due o tre giorni: è diventato più commerciale, se mi
passate il termine.
Gli schemi sono infarciti di mostri da abbattere, tutti molto belli sia
dal punto di vista grafico che animato (gli spettri fanno paura, cosi
come i demoni del carcere con le due teste da bambino) ma scarsamente
programmati a livelli di intelligenza artificiale: basteranno quelle
cinque mazzate per mettere fuori combattimento anche il gruppo più
agguerrito. A proposito dei combattimenti, lodevole l'aggiunta dello
spostamento laterale come avviene nei titoli d'azione, sembrerà una
stupidaggine ma riesce ad aggiungere più euforia nella lotta e nella
possibilità di caricare un colpo più potente (quasi fosse una combo) a
seconda dell'arma bianca che si impugna.
Fra le novità troviamo anche un inventario limitato, potremo infatti
portare con noi solamente 10 oggetti per volta ma avremo la possibilità
di scaricare materiale in eccesso nell'apposito baule situato nel
salotto di casa: modalità di gioco praticamente copiata da Resident
Evil ma comunque utile (va detto anche che moltissimi oggetti di questo
SH4 siano praticamente inutili nel loro utilizzo, esempio lampante, la
borsetta da donna che troveremo in uno degli schemi avanti al gioco…sigh).
SH4 non ha però molte frecce da lanciare nel suo arco, nonostante la
voglia di creare qualcosa di nuovo si veda tutta, non riesce a
raggiungere a pieno merito quello che tutti si aspettavano.
Dal punto di vista visivo ci si ritrova per le mani il solito titolo
curatissimo, le animazioni dei personaggi principali sono sempre
eccellenti (d'altronde stiamo parlando della Konami) cosi come si vanno
ad aggiungere tutti i filmati di gioco e le texture dei livelli. Nulla
è messo fuori posto e tutto risulta molto pulito e studiato ma anche in
questo caso ho delle pecche da segnalare a malincuore.
Se da un lato abbiamo un motore di gioco che gestisce più che bene le
ambientazioni al chiuso, dall'altro possiamo notare come gli esterni
siano gravemente compromessi e totalmente scarni di dettagli: per fare
un esempio pratico, l'appartamento di Henry risulta molto dettagliato ma
non appena ci si affaccia alla finestra, si capisce come il motore
grafico abbia fatto cilecca. La modellazione delle macchine che
sfrecciano in strada, le persone che passeggiano o le stesse texture
degli alberi, sono fra le cose più spigolose e brutte che abbia mai
potuto vedere in un titolo di ultima generazione come dovrebbe essere
questo SH4.
Che sia una cosa calcolata unicamente per alleggerire il carico della
console? Potrebbe anche essere una domanda valida e la risposta potrebbe
risultare positiva ma non per quanto riguarda il trasporto verso la
piattaforma Windows, dove il lavoro delle schede grafiche è comunque
capace di gestire grandi quantità di poligoni e effetti di resa un
attimo più pesanti che non sulla Playstation 2 o su qualsiasi altra
scatola da gioco.
Dal punto di vista sonoro si mantengono gli alti livelli che hanno da
sempre contraddistinto i titoli della Konami, le musiche aggiungono
sempre quel tocco da fuori classe in più, regalando piacevoli momenti
di suspance o terrore allo stato puro. Peccato che in nessuno dei titoli
della serie si sia potuto godere di una completa localizzazione nella
nostra lingua ma forse è sempre meglio poter ascoltare i discorsi in
lingua originale e capire il tutto grazie alla lettura dei sempre curati
sottotitoli.
Avete
tutti già visto il voto che ho dato a questo SH4 e non nego di essere
stato molto combattuto nell'assegnarlo: da una parte ci troviamo per la
mani un titolo ricco dal punto di vista visivo (se non per una
piccolissima pecca) e della storia (sempre su ottimi livelli), un gioco
che aggiunge anche qualche novità al genere ormai saturo dei survival
horror. Dall'altra abbiamo un titolo molto scarno dal punto di vista
della longevità (si finisce in tre giorni) e, soprattutto, molto
deludente per quanto riguarda gli enigmi che contraddistinguono questo
genere di giochi.
Certo, non cercavo un gioco alla Myst ma se paragoniamo questo quarto
capitolo della saga con SH2, abbiamo per le mani un prodotto veramente
superficiale. THE ROOM è un capitolo molto a parte dai fatti narrati
nei precedenti episodi, qualcosa che si distacca completamente. Per gli
amanti della serie potrebbe essere un colpo basso, capace di regalare
pochissime nuove emozioni ma per un utente occasionale potrebbe
rivelarsi anche un ottimo acquisto, giusto per iniziare a farsi le ossa
con questo genere di titoli per poi passare a qualcosa di vivamente più
serio.
Configurazione
di sistema:
- Pentium 3 da 2 GHz o superiore
- 512 MB di Ram
- Scheda grafica da 128MB
- 2,7 GB di spazio libero su HD
- Lettore DVD
ALTRE
RISORSE:
SILENT
HILL
SILENT HILL 2
SILENT HILL 3
SILENT HILL 4
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