Recensione del videogame horror Shade - L'Ira degli Angeli

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Recensione horror di Shade - L'Ira degli Angeli

TITOLO: Shade - L'ira degli Angeli
SVILUPPATORE: Cenega Games
PUBLISHER: Leader
GENERE: Avventura Horror
PIATTAFORMA: PC - Playstation 2
LOCALIZZAZIONE: Sottotitoli
VOTO:70/100

Dopo l'apprezzato "The Suffering", un altro gioco si mostra a testa alta nell'intricato mondo degli action adventure ad ambientazione horror: sto parlando di SHADE - L'ira degli Angeli.
Creare un paragone con il concorrente "The Suffering" è una cosa quasi banale, questo perché entrambi hanno diverse analogie in comune, prima fra tutte, un personaggio molto carismatico e capace di trasformarsi in Demone: non è solo un caso ma sembra quasi il lancio di una nuova moda nel genere delle avventure horror. SLDA (per abbreviare da qui in poi) ha però molte frecce differenti nel suo arco in confronto al titolo sviluppato dai Surreal Software, andiamo dunque ad analizzarle.

L'AMBIENTAZIONE
La prima cosa che colpisce questo SLDA è la sua ambientazione. Nelle prime fasi di gioco capiterà di muoverci nel nostro attuale presente ma, dopo una breve svolta, saremo letteralmente trasportati in diverse parti del passato, dal medioevo all'Egitto. Gli schemi di gioco variano dunque a seconda dell'epoca visitata e comprendono fortezze, castelli abbandonati, borghi medievali, luoghi sacri, chiese sconsacrate, templi antichi, piramidi e via di questo passo.
Ma che genere di gioco è questo Shade? Principalmente ci troviamo per le mani un classico action adventure, dove andremo ad affrontare diversi personaggi armati solamente di una spada luminosa (manco fossimo in Star Wars) e di qualche arma un pochino più moderna. Il gioco però è più complicato di quanto non si pensi: questo deriva dalla difficoltà di alcuni combattimenti che si incontrano durante il gioco e, devo proprio dirlo, il sistema di controllo del personaggio non aiuta di certo a superare tranquillamente queste fasi ma sembra quasi volerci mettere i bastoni fra le ruote.
Come se tutto questo non bastasse, i programmatori hanno piazzato in giro per gli schemi, diversi enigmi da risolvere, niente di estremamente complicato (non siamo certamente ai livelli di Myst) si intende, ma sono cose che aggiungono un certo punto a favore per il titolo in questione.

IL CARISMA DEL PERSONAGGIO
Come ho scritto qualche riga sopra, anche in questo gioco avremo la possibilità di controllare un personaggio abbastanza carismatico, ma da che punto di vista viene considerato tale? Prima di tutto è uno spasso sentirlo parlare, nei momenti meno opportuni lo sentiamo uscire con frasi che farebbero rivoltare un morto. Ad esempio, nella prima tomba sentirete questa chicca: "Ehy, non ho mica un buffo cappello e una frusta…" insomma, da non credere. Secondo, seguendo la moda degli ultimi personaggi del settore, anche in questo caso troviamo il classico tipo non propriamente sano di test. Se poi aggiungiamo la capacità di trasformarci in un mostro di diverse tonnellate, capirete da soli dove voglio puntare il dito.

FRETTA E FURIA
Shade ha un comparto dedicato ai combattimenti, uno all'esplorazione e uno dedicato agli enigmi: purtroppo non eccelle in nessuno dei tre, finendo quasi per cozzare con tutti e tre insieme. Mi spiego meglio: dal punto di vista dei combattimenti il titolo risulta molto arcade. In uno scontro si eseguono solo queste due mosse: si parano i colpi degli avversari e si attacca di conseguenza. Abbiamo poi l'esplorazione dei livelli ma niente di estremamente complesso visto che, anche in questo caso, la strada per raggiungere l'agognata fine è una sola e non ci sarà data la possibilità di sceglierne altre.
Per chiudere in bellezza, ci sarebbero gli enigmi ma sono talmente semplici (tira la leva o trova la chiave) che anche un bambino sarebbe capace di portarli a termine in una manciata di secondi.
Il titolo riesce dunque a presentarsi come un minestrone di generi ma tutti e tre risolti molto frettolosamente e questo è un vero peccato perché se i programmatori si fossero soffermati un pochino di più anche solo su un aspetto come gli enigmi o l'esplorazione, sono sicuro che il tutto avrebbe nettamente giovato al game play del titolo. Si ha poi la possibilità di trasformare la visuale nella classica soggettiva ma senza che il titolo ne abbia realmente bisogno, utile dunque per vedere meglio gli ambienti o per scattare le foto della recensione.

MOSTRI CATTIVI
Essendo un gioco ad ambientazione horror, sono presenti tutta una serie di personaggi legati a questo filone. Partiremo dunque dal classico zombie, per proseguire la strada con scheletri non morti (armati di spada e arco), cavalieri templari zombie, mummie, demoni infuocati, ragni malefici e tutta una serie di boss di medio o alto livello.
Ripeto, anche noi avremo la capacità di trasformarci in Demone ma sconsiglio caldamente di utilizzare questa entità malefica nei primi tempi del gioco: questo perché il nostro diavolo interiore è prima di tutto molto lento e poi non è che sia veramente cosi potente come sembrerebbe a prima vista.
Principalmente andremo a utilizzare questa figura per spostare le casse più pesanti, utili per raggiungere determinate aree di esplorazione.

ARMI E MAGIA
Ed ecco che si aggiunge un altro comparto a questo strano gioco, quello dedicato alle armi e alla magia.
Le sputa-fuoco saremo capaci di usarle solo con il personaggio umano (variando fra la classica pistola e il fucile), cosi come le armi bianche (spada luminosa e armi lasciate a terra dagli avversari) e la magia. Questa oscura arte la potremo sfoderare solo con il nostro Demone e comprende la classica palla di fuoco (per iniziare) e si prosegue verso muri di fuoco, vento gelido, forza distruttiva e altre cose da comprare nell'apposito negozio di anime…cosa? Comprare? Si, avete letto bene e ora vi spiego il perché. Durante il gioco, spaccando quello che c'è concesso di rompere (principalmente casse o vasi), troveremo delle fiammelle sparse per gli schemi di gioco, queste non sono altro che soldi per acquistare determinate magie o potenziamenti in alcune aree predeterminate e che incontreremo durante l'avanzamento del titolo.
Altra piccola curiosità è quella della spada di luce che ci porteremo dietro. Non solo questa lama ha la capacità di parare i colpi avversari ma sarà anche l'arma che impugneremo più spesso, capace di sferrare diverse combo e, soprattutto, capace di fungere come un conduttore per il ripristino della nostra barra di energia. In giro per gli schemi, infatti, troveremo degli spacchi luminosi nel terreno che ci daranno l'occasione di rigenerare i nostri punti ferita. Ma la spada diventerà anche più grande e più potente nel corso dell'avanzare.

BIANCO E NERO
SLDA ha dunque la forza di emergere dalla massa? Personalmente credo di no.
Il gioco offre un mediocre comparto grafico e sonoro, gli schemi di gioco sono molto grandi e belli ma la palette grafica usata risulta troppo ripetitiva e banale: vorrebbe strizzare l'occhio al genere horror ma, a parte la quantità di non morti, non si trova un degno appiglio con le atmosfere viste nel suo diretto concorrente, The Suffering. Tutti gli schemi risultano troppo luminosi per spaventare veramente l'utente e questo viene dato soprattutto dalla fretta sommaria di cui accennavo qualche riga sopra. Anche la modellazione e l'animazione 3D sia del personaggio principale che dei mostri di contorno, non mi ha entusiasmato più di tanto, risultando per alcuni tratti legnosa e poco dinamica.
Le musiche sono coinvolgenti ma anche in questo caso sono nettamente sbagliate per il titolo in questione, riuscendo ad essere più pratiche per una qualsiasi versione di Tomb Raider che non qui.
Ma è tutto solo nero? No, abbiamo anche qualche punto di luce ma è veramente difficile trovarlo: Alcuni potrebbero essere attratti dalla storia di base, anche se si dimostra la solita accozzaglia di idee incollate da situazioni già viste e straviste. L'impostazione arcade che trova il titolo potrebbe incoraggiare l'acquisto per quelli che hanno voglia di passare qualche momento piacevole, senza però consumarsi il cervello o il mouse contro un titolo più evoluto.
Carino invece il sistema di salvataggio che il gioco offre. Anche in questo caso troveremo dei punti prefissati (solo due o tre durante gli schemi) ma avremo la possibilità di congelare letteralmente la nostra persona. Ho scattato una foto per farvi capire meglio questo curioso procedimento.

Insomma, se avete voglia di un buon horror con tanta azione (e un'ambientazione più moderna), consiglierei caldamente di comprare The Suffering. Se invece siete interessati ad ambientazioni come castelli e fortezze abbandonate, puntate pure la scelta verso questo gioco ma, a vostro rischio e pericolo.

REQUISITI DI SISTEMA
Per essere gustato appieno, Shade richiede veramente poco:
Un processore a 2GHz, 256 MB di Ram e 128 per quella video.
Spazio richiesto sull'hard disk, appena 300 MB.

Fabiano "Deimos" Zaino

 

 

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