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TITOLO:
Doom 3
SVILUPPATORE:
ID Software
PUBLISHER:
Activision
GENERE: FPS /
Horror
LOCALIZZAZIONE:
Italiano
VOTO:75/100

Sono
passati dieci anni da quando la casa ID Software ha dato al mondo il suo
miglior gioco di sempre, lo sparatutto in soggettiva per eccellenza, un
titolo che tutt'ora in ogni server del mondo, si continua a giocare
nonostante tutto il tempo che abbia alle spalle: stiamo parlando del
famoso Doom 2 ma a distanza di tutti questi anni, la stessa casa di
produzione prova a sfondare le porte del mercato videoludico con DOOM 3
e dopo quattro anni di sviluppo finalmente abbiamo potuto mettere le
zampe su questo nuovo prodotto di casa ID.
In dieci anni si sono fatti tantissimi passi avanti nelle tecnologie,
tanto da farci giungere in mano un prodotto che mira direttamente
all'entusiasmo completo e allo stupore che il reparto grafico di Doom 3
è capace di offrirci. Ma com'è caratterizato questo prodotto? Quali
sono stati i passi avanti in questo genere e dove si sarebbe voluto
arrivare con questo prodotto? Domande a cui andiamo subito a dare una
netta risposta.
SCIENCE-FICTION
D'ORRORE
La storia di Doom 3 si apre sullo sfondo di Marte, l'uomo ha costruito
una intera città sul pianeta rosso, una immensa struttura controllata
dalla UAC (United Aerospace Corporation), che lavora sul campo per lo
studio di diverse tecnologie che vanno dal potenziamento e lo studio di
nuove armi, fino a prodotti medici. La scoperta più importante si
ottiene quando, gli studiosi della UAC, trovano antiche rovine di una
precedente civiltà che popolava Marte e che era capace di spostarsi
tramite il teletrasporto da una zona all'altra dell'universo.
I tecnici cercano subito di ricostruire e simulare questa tecnologia
cosi avanzata ma qualcosa va storto e, invece di creare portali da una
zona all'altra, collegano Marte direttamente all'Inferno.
Qui entriamo in gioco noi, controlleremo un marine spaziale appena
trasferito in forza nella guarnigione militare interna della UAC e
inizieremo la nostra avventura proprio nell'indagare sui misteriosi
incidenti avvenuti nei piani bassi dei laboratori, dove, diversi membri
del personale tecnico si stanno trasformando in zombie e stanno
letteralmente contagiando e attaccando i rimanenti componenti del gruppo
scientifico.
CACCIATORE
DI DEMONI
Doom 3 è essenzialmente un prodotto incentrato su due punti
fondamentali:
Il primo riguarda l'atmosfera che il titolo è capace di offrirci, il
secondo invece è totalmente puntato sul combattimento contro le viscide
creature uscite dal varco infernale.
Il gioco è quasi tutto immerso in una enorme oscurità, tanta e tale da
essere tagliata solamente con l'utilizzo continuo della torcia in
dotazione ma, quando si utilizzerà la luce, non potremo
contemporaneamente impugnare il fucile o la pistola e sparare, questo
aggiunge atmosfera sia all'esplorazione che all'inquietudine che gli
ambienti di gioco sono capaci di offrirci.
Come ogni buon titolo di sparatutto in soggettiva, anche il nostro
marine è vittima di continui attacchi da parte delle forze infernali,
continui colpi di scena alle spalle del giocatore e forti dosi di
proiettili che volano da tutte le parti.
Il gioco cerca in tutti i modi di tenerci costantemente all'erta e,
anche quando non succede assolutamente nulla o non si muove nulla su
schermo, l'indicatore di pressione resta costantemente puntato sui
massimi livelli: Questo si ha perchè, i demoni, sono sempre presenti
nell'ombra più fitta, nella porta che si apre di colpo davanti a noi o
nei luoghi misteriosamente nascosti alla nostra vista.
Come
ogni marine che si rispetti, anche nel nostro caso, saremo ben forniti
di armi e oggetti di distruzione davvero notevoli: Dalla classica
pistola al fucile a pompa, dal lanciamissili al mitra leggero e pesante
(il vulcan), fino ad arrivare al ditruttivo BFG (già conosciuto in Doom
2) al fucile a celle plasma e a due armi non totalmente convenzionali,
la motosega e al particolare cubo delle anime.
Un altro oggetto molto utile durante il gioco, sarà il PDA: Un palmare
che ci permetterà di leggere e-mail e registrazioni audio/video sparse
in cd dagli scienziati e dai soldati di tutta la base, il sistema si
rivela molto bello e efficace, aggiungendo ulteriormante un punto in
più sulla realizzazione e sullo svolgimento della storia che ci
travolge. Il PDA si rivela poi molto importante per scoprire determinate
cose del gioco, all'interno delle e-mail che vi arrivano o delle
registrazioni audio, verranno segnalati i numeri segreti per poter
aprire gli armadietti o i codici di accesso per determinate sezioni
(chiuse) dell'aerea di gioco.
GRAFICA
DA PAURA
Diciamocelo subito, il motore di gioco di Doom 3 è veramente
eccellente, sotto ogni punto di vista: Dalla perfezione con cui vengono
visualizzate le ombre dinamiche, fino agli effetti particellari prodotti
dal gas o dal fuoco, dalle esplosioni o dalle sequenze piene di effetti
speciali.
Tutto quanto è studiato alla perfezione e perfettamente fuso per poter
regalare al giocatore una bella ed emozionante esperienza visiva di
gioco.
Ma tutto questo motore di rendering rimane sempre ben nascosto a
discapito della trama: Se nel cinema, l'effetto speciale più riuscito
è dato da quello che non si vede ma si percepisce, in questo Doom 3,
tutto quello che ci circonda è costantemente nascosto dalle ombre e,
molti particolari si vanno lentamente a perdere durante tutta
l'avventura. Si ha dunque un motore grafico da paura ma messo in ombra
dalla totale oscurità di certe sezioni, potrebbe essere un trucco per
dar più risalto alla storia ma si finisce sempre per fare le stesse
identiche cose.
Sopratutto dato dal fatto che tutta la struttura di gioco è molto
lineare e precisa, non ci saranno mai delle scelte da fare o dei
percorsi alternativi (se non voluti dai programmatori) da prendere per
passare determinate zone o strutture: Il tutto si perde nel solito
sistema del trovare la chiave o il codice per una porta o una
attrezzatura da usare, uccidere quella dannata dozzina di demoni che vi
si parano davanti e riprendere tutto da capo il concetto appena citato.
Ed è proprio qui che il motore di gioco lascia piacevolmente insoddisfatti,
dopo quattro anni di sviluppo per un titolo del genere, mi sembra
veramente una follia sparare un missile contro un dannato vetro e non
vederlo andare il frantumi, sparare un colpo di fucile a pompa contro un
tubo di gas e non vedere fuoriuscirne proprio un bel niente. Le uniche
cose che ci sono permesse di fare sono quelle di sparare a dei barili
esplosivi vedendoli esplodere davanti a noi, oppure giocare con alcuni
monitor della base ma neanche con tutti, perchè solo con alcuni si
potrà veramente interagire, mentre altri restano come immagine fissa.
E parliamo anche delle animazioni dei mostri che incontreremo, tutte
sono molto curate, sopratutto quando dall'ombra vediamo strisciare verso
di noi un gruppo di Zombie o degli Imp che saltano da un muro all'altro
per prenderci con i loro artigli o folgorarci con le loro sfere di
energia: I poligoni che compongono i modelli fisici sono molto elevati e
precisi ma anche in questo caso, tanta e tale bellezza e solo apparente.
Ogni mostro muore se colpito in ogni parte del corpo, senza distinzioni
per testa - torace - braccia e gambe, cosa che nei giochi di ultima
generazione è ormai quasi sempre implementata e in questa sede non
possiamo contare neanche sull'effetto del rag-doll, perchè i demoni si
vaporizzano completamente. E dove è finito il sano divertimento di far
volare gli arti dai mostri? Perso nel nulla...peccato.
Insomma, gli effetti visivi lasciano veramente a bocca aperta ma che
fine hanno fatto le varie morti viste in Doom 2, quando ogni creatura
aveva la sua personale animazione finale? Qui tutto si perde con un
bellissimo effetto speciale ma rimane solo quello e sempre ripetuto per
ogni morte, personalmente non mi ha entusiasmato per più di tre minuti.
Insomma, per un titolo del genere, mi sarei aspettato molto di più dal
motore grafico.
TIRANDO
LE SOMME
Rimane da trattare il reparto musicale o sonoro del titolo e
l'intelligenza artificiale dei mostri:
Per il primo punto nulla da dire se non che tutto rende giustizia
all'atmosfera di gioco, con pezzi che riescono veramente a farci entrare
la paura nelle ossa. I mostri invece hanno la solita stupidità
artificiale della macchina di morte, l'unica cosa che sanno fare e stare
nascosti nell'ombra e spuntare fuori per farvi spavento al momento
opportuno e questo potrebbe tranquillamente riassumere tutto il gioco.
Doom 3 è un gioco che si basa essenzialmente sulla storia e
sull'atmosfera, sul sangue e su determinati pezzi splatter, uno
sparatutto senza pretesa di causa, un titolo come tanti altri, che si
eleva sopra la media solamente per la bellezza della grafica ma che non
cerca di dare nient'altro.
Deludendo sopratutto dal punto di vista dell'interazione con gli
ambienti di gioco e del divertimento "oscurato"
dell'esplorazione e della scelta delle strade da seguire.
Un titolo di sicuro impatto per persone che cercando una azione fluida
ma poco dinamica, per tutti gli altri, quelli che si vorrebbero trovare
in mano un prodotto con un certo spessore, consiglio vivamente l'arrivo
di Half Life 2.
Tirando le somme, un gioco molto difficile da amare o da odiare, la
buona grafica e l'atmosfera potrà far piacere agli appassionati di
horror o per i novellini degli sparatutto in soggettiva, per tutti gli
altri che avrebbero voluto questo titolo come il nuovo re del genere FPS,
purtroppo la delusione è grande: Peccato, perchè con quel minimo di
scelta dinamica in più e interazione nelle scene di gioco, questo Doom
3 poteva ambire a quel titolo.
Configurazione
di sistema:
Pentium 4 da 2 GHz o superiore, 512 MB di ram, scheda grafica da 128MB (Geforce
4 - Radeon 9600 o superiore) e 1,5 GB di spazio libero su hard disk.
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