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Mi
sveglio rinchiusa in questa gabbia di ferro tagliente,
avvolta da venefici vapori che appestano l'aria. Sento
dolore, vomito sangue, graffio la fredda ruggine di una
metallica costrizione e piango. Lui mi aveva promesso
l'amore eterno, l'amore di un uomo che diceva di amare la
propria donna. Sono stata raggirata, umiliata, picchiata e
derisa. Solo allora ho percepito la folle dimensione del
suo amore!
Ho il corpo ricoperto di lividi e perdo sangue dal naso,
mentre il suo caldo sperma cola lento tra le mie cosce.
Il tempo… non ne avverto più lo scorrere…
Osservo le pareti di questa tetra prigione: lastre di nero
metallo, imbrattate da schizzi di sangue rappreso.
Dove sono…Dove cazzo mi trovo?
La gabbia oscilla nel buio di una silente follia.
Laggiù, su quel pavimento intriso d'antico lerciume, si
è andata formando una pozza di sangue.
Quello è il tuo sangue...
Attorno alla pozza ci sono centinaia di formiche. Scuoto
la gabbia, urlo, ma nessuno può sentirmi…
Da qualche parte nell'oscurità, odo il pianto di una
bambina.
La piccola soffre, perché qualcuno le sta facendo del
male! Con mani tremanti mi copro le orecchie, ma quel
lamento abbatte le fragili barriere del mio cervello,
graffiando i frammenti di quei pochi ricordi che ancora
possiedo.
Buio…qui c'è sempre buio.
Sento freddo, un freddo che attanaglia il mio scheletro
d'ossa spezzate.
Se potessi tornare indietro, se solo riuscissi a rimettere
le cose al loro posto!
L'amore non esiste! L'amore è la maschera dietro alla
quale si cela l'egoismo degli uomini.
Lui mi ha promesso la felicità, ma l'unico dono che
riceverò sarà il dolore di questa oscura costrizione.
Non uscirò mai dalla tomba di sangue. Lui non mi
permetterà di abbandonare la nera follia che mi avvolge.
Le formiche se ne sono andate. Adesso intorno alla pozza
banchettano viscidi vermi di sperma traslucido. Sono
orribili, mentre si contorcono nel sangue. Non hanno
occhi: solo vitrei bulbi oculari, che mi osservano
cattivi.
I vermi si nutrono del mio sangue…
Il dolore sta aumentando!
Il pianto della bambina è cessato, ma sono certa che
presto aleggerà di nuovo nella tomba…
Ho sete. Non bevo da giorni e la lingua si è gonfiata a
dismisura. Non riesco a deglutire, i polmoni anelano aria,
mentre dalla vagina cola il suo putrido sperma.
Una porta di carne infetta si apre, permettendo ad un
esile fascio di luce di trafiggere l'oscurità.
Lui è qui!
Il suo corpo putrescente è sfregiato da centinaia di
uncini lucenti. I suoi occhi sono privi di vita e la bocca
è suturata con filo chirurgico. Lui ha movenze strane,
orribilmente inumane. Si sposta veloce, saettando sulle
pareti della tomba. Il suo volto mi scruta, alla ricerca
di qualcosa...
Cerco di sottrarmi a quello sguardo portatore d'antiche
angosce, ma non posso nascondermi: la tomba di sangue è
il nostro palcoscenico...
Perché mi hai fatto questo? Perché non vuoi accettare
il mio amore?
La sua voce è intrisa di dolore.
Cosa ho fatto, quale amore dovrei accettare e perché non
ho ricordi della mia vita passata?
Lui è scomparso. Guardo in basso, oltre l'orlo della
gabbia, e mi accorgo che anche i vermi sono scomparsi.
Adesso, laggiù, c'è una bambina. La piccola
s'inginocchia a terra e si appresta a leccare la pozza di
sangue… il mio sangue!
Mio Dio…dimmi se questa non è follia!
La bambina mi guarda, piange ed i suoi occhi colmi di
tristezza implorano aiuto. Improvvisamente estrae un lungo
coltello e con fare tranquillo si squarcia la gola. In
pochi istanti la sua testa rotola sul pavimento, lasciando
dietro di sé una viscida bava trasparente.
Tiratemi fuori di qui!
La porta si apre. Eccolo di nuovo: il re mutilato. Lui si
avvicina al corpo della bambina, inghiottendolo in pochi
istanti.
Lampi di luce mi accecano. Quando riapro gli occhi, il re
è scomparso e con lui la piccola testa rotolante.
Frammenti
di memoria mi riportano ad un lontano passato. A quel
tempo possedevo la percezione del mio Io, una percezione
che di certo mi avrebbe aiutato a sopravvivere in questa
tomba di sangue.
Il re mutilato non mi aveva preso... non ancora!
Io volevo solo essere felice, amare e crescere un figlio
tutto mio. Troppo spesso ho permesso a uomini crudeli di
entrare nel mio cuore. Troppo spesso ho concesso loro il
corpo e l'anima.
Non potevo sapere che tra quegli uomini ci fosse lui, il
re mutilato, il Signore dell'agonia; manipolatore del
dolore!
Io volevo solo amare ed essere amata.
Quante volte ho sognato di accucciarmi accanto ad un uomo
che mi capisse, che condividesse con me l'entusiasmo di
vivere e la curiosità che nutrivo per tutto quello che mi
circondava!
Il re mutilato mi prese con l'inganno…
Lui mi ha trasportato nella tomba di sangue, dove resterò
in eterno.
Cosa ho fatto al mio re? Perché non riesco a ricordare?
Guardo la pozza di sangue. Lì attorno non c'è nessuno.
Lo sperma del mostro mi cola dalla vagina mutilata.
Mi fa male….Mio Dio quanto fa male…
La gabbia oscilla con violenza, squassata da un vento di
morte. Mi aggrappo a fredde sbarre d'acciaio, mentre ossa
spezzate mi trafiggono le carni. Voglio morire, ma non ne
sono capace! Non ci riesco!
Il re mutilato mi osserva, lo sento! Anche se non lo vedo
so che lui è qui con me.
Avverto nuovamente il pianto della bambina; un lamento
angosciante che attraversa il silenzio della tomba.
Ho paura!
Guardami, serva della carne…guardami!
La voce del re mi ottenebra la mente.
Perchè non mi è concesso impazzire? La pazzia mi
trascinerebbe lontano da quest'inferno!
Volgo lo sguardo in ogni direzione, alla ricerca del mio
re.
Perché rifiutasti il mio amore?
Vorrei gridare, dare sfogo all'ira che mi cresce dentro,
ma lui non me lo permette…
Ora la mia bocca è suturata con filo chirurgico.
Com'è stato possibile? Perché non mi uccide, perché il
re mutilato non mi uccide?
Sento ancora il pianto della bambina, quel grido d'aiuto
di creatura innocente, vittima di un immenso dolore.
Lei no! Lei lasciala in pace!
Grido perché il re me lo concede. Ora posso comunicare
con lui.
Chiedi perdono!
Per quale motivo dovrei chiedere perdono? Cosa ho fatto
nella vita per meritarmi questa punizione?
Lui
striscia sul mio corpo di donna, cercando un punto
d'ingresso. Presto la fortezza sarà presa, e la mia
dignità violata…
Il
re si muove veloce sul pavimento. Ora si è fermato
accanto alla pozza di sangue, prosciugandola con la sua
lingua vischiosa.
Un volto privo di vita mi osserva. Chiudo gli occhi,
perché il suo sguardo è qualcosa d'inconcepibile.
All'improvviso mi ritrovo a perdere sangue dal retto.
Presto si formerà una nuova pozza dove il mio re
placherà la sua sete d'inumana lussuria.
Ricordo quando il re mutilato si prese la mia dignità. I
suoi occhi luminosi mi fissavano tetri, mentre molteplici
falli di metallo tranciavano le mie carni, accecandomi di
dolore e di vergogna. Il re era sopra di me, ruggendo di
un putrescente desiderio. In quel corpo non c'era vita…solo
morte e negazione. Cercai di allontanare la mente da quel
vortice infernale, ma lui non me lo permise. Il re mi
costrinse a bere il suo sperma, imponendomi di leccare i
suoi falli di lucente metallo. Egli mi penetrò con la
freddezza di rugginosi stantuffi e il mio ventre si
contorse con violenza, accogliendo l'immenso dolore!
L'orgasmo fu devastante. Ogni millimetro del mio corpo fu
attraversato da sensazioni indescrivibili. Il re mutilato
mi condusse al nirvana della carne e poi…poi…fui
trascinata in questa tomba di sangue.
Io volevo solo amare ed essere amata…
Sto osservando un serpente bianco che striscia attorno
alla pozza di sangue. Il rettile sembra diffidente. Ora si
allontana, scomparendo in una crepa formatasi nella parete
di metallo.
Chissà se fuori di qui c'è un mondo in cui si può
essere ancora felici…
Dicono che d'amore ci si può ammalare, o addirittura
morire! Dicono che a volte l'amore può fare queste cose,
ma io non ci credo. Non ho mai creduto a chi non ammira la
grandezza del mio re. Non ho mai ascoltato chi non ha
amato il re mutilato.
Lui ti fa del male, certo, ti distrugge, vero, ma il mio
re riesce a donarti l'orgasmo supremo. Un piacere in grado
di accrescere ogni umana percezione.
Topi!
Quei fetidi roditori stanno entrando nella tomba di
sangue. Sono centinaia e si aggirano intorno alla pozza,
leccando un sangue che accresce la loro brama di dolore.
I topi sono servi fedeli del mio re.
Adesso corrono veloci sulle catene di ferro che penzolano
dalla gabbia. Presto inizieranno a mordere il mio corpo
sfigurato.
Aiuto! Mio Dio c'è qualcuno in grado di aiutarmi?
Perché nessuno mi sente?
Sul fondo della tomba vedo la bambina. Se ne sta in piedi,
al centro della stanza, e sottobraccio regge la sua testa.
I topi le girano attorno con diffidenza. L'annusano e poi
si allontanano da lei. La bambina è ancora lì, mentre un
pallido volto di testa mozzata mi fissa.
I topi hanno raggiunto la gabbia ed io mi rannicchio in un
angolo, in attesa dei loro morsi. Ora le bestie si sono
fermate. Guardo giù. La bimba non si muove, mentre
accanto a lei irrompe il mio re.
-Te lo chiederò un'ultima volta: implora perdono per
quello che hai fatto e la tua anima sarà salva!
Non mi è concesso resistere. Sento di dover obbedire al
re mutilato. Quindi, non mi resta altro da fare: prendo
fiato e con la poca voce rimastami pronuncio le parole che
lui vuole sentire.
La
tomba di sangue è mutata. Ora sono circondata da bianche
pareti che m'infondono la pace perduta. Non riesco a
muovere le braccia. Qualcuno mi ha avvolto in questo
strano indumento.
Il mio re sembra essere scomparso. Accanto a me ci sono
due uomini in camice bianco.
Cosa vogliono ?
Uno di loro impugna una siringa. Il suo volto è
minaccioso.
-Buongiorno, Martina: devi fare l'iniezione…
Chi è Martina?
Mi rannicchio in un angolo di questa soffice prigione,
aspettando che il mio re venga a salvarmi.
L'uomo con la siringa m'inietta nel braccio un liquido che
brucia le vene.
Ora gli uomini in camice bianco se ne vanno, ma io riesco
ugualmente a sentire le loro voci.
- Che ha fatto questa?
- Ha ucciso il marito e la figlioletta.
- Com'è successo?
- Lo stronzo del marito la violentava con falli di
metallo, che lui stesso si costruiva in un vecchio capanno
degli attrezzi! So questa storia, perché ho letto stralci
del diario che la poveretta redigeva in ogni giorno di
quella vita d'inferno. In ogni caso, come ti dicevo, il
marito la costringeva a subire terribili angherie, e se
questo non bastava, quel fottuto maniaco imponeva alla
figlioletta di sei anni ad assistere alle orribili torture
inferte alla sua mamma! Un bel giorno, però, Martina
decide di porre fine al dolore. La donna aspetta che il
marito ritorni dal lavoro, che quel pezzo di merda la
porti nel capanno assieme alla loro figlioletta, e un
secondo prima che lo spettacolo vada in scena la donna
estrae un uncino da macellaio e con quello riduce in pezzi
sanguinolenti il marito. Poi, in preda ad un'inarrestabile
follia omicida, decapita la bambina ed infine richiude la
moglie dentro ad un'angusta gabbia per conigli dove gli
agenti la trovano, alcuni giorni dopo, ricoperta di topi,
formiche e sangue rappreso. Si dice che il maresciallo dei
Carabinieri, il primo ad entrare nel capanno degli orrori,
abbia vomitato per una settimana intera!
- Cristo Santo che schifo!
- Schifo? Credimi: ho omesso la maggior parte dell'orrore
vergato in quel dannato diario! In ogni caso Martina è
arrivata da noi in condizioni pietose. Da giorni se ne
stava rannicchiata in un angolo della cella, senza
parlare. Poi, stamattina, mi avvicino alla porta, apro lo
spioncino e porca puttana mi ritrovo il volto di quella
matta ad un palmo dal naso! Lei mi fissa dritta negli
occhi e di colpo pronuncia una sola parola…
- Merda! E che ti ha detto?
-Perdono!
- Perdono?
-Già, perdono! Mah… vorrei proprio sapere cosa passa
nella testa di quella poveretta…
Mamma
io ti sento...
Bentornata, schiava della carne…bentornata amore mio!

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