Racconto Horror: "Eiaculazioni d'Acqua Santa" di Giovanni Buzi e Angela Buccella

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"...chi sarà vincitore, 
farollo colonna del tempio del mio Dio, 
e non ne uscirà più fuora; 
e sopra di lui scriverò il nome del mio Dio, 
e il nome della città del mio Dio 
e il nuovo mio nome..."

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dolce è stato il tuo sguardo.
Violento,
s'è conficcato nella mia gola come
spillone incandescente

una lunga linea rossa
come collare ad ornare la mia gola
due pupille a fottere la mia mente

collare da cagna,
come tu vorresti essere,
come tu
mai
lo potrai, senza l'essenza del mio
marcio-ali

specchio di te
ritrovi su asfalto
ammiri cosce vissute
spalancate troppe volte
con la voglia di esistere

il niente vago dei tuoi
gesti
m'attraversa la mente come getto caldo di
sperma,
e d'amare non ho
più
voglia.
Solo voglio
ucciderti

Osservare dolore nel tuo volto
Vederlo spegnersi.
Semplice oggetto da fottere.
Da fottere tra le lacrime.

Carne che gioisce e marcisce
sei tu,
come cumulo di crisantemi su quel viale che
ha conosciuto i nostri passi d'amanti,
distanti ormai più di
cose da millenni
esplose

Come corona di crisantemi
A simulare aghi che penetrano pelle
Che rendono marmo ciò che un tempo
Ha respirato

Voglio vedere il tuo corpo!
Non come umile tomba di sospiri d'alabastro,
ma come simulacro di cazzi e schiamazzi
straziato da mani artigli che feriscono e ti lasciano - infine -
poltiglia rossa di lacrime e sangue.

Voglio divorare
Mangiare il tuo corpo
Come animale affamato
Fino a far sanguinare gengive
Morderti
Morderti e masticarti

La mia anima è troppo dura, stoppacciosa,
la risputeresti, come sputato hai già il fango dei tuoi sentimenti
falsi
come il più prezioso e vero dei diamanti

Falsità definita come massima educazione
Falsità che distrugge me
Che si infrange come diamante
Di seconda scelta

Un vero diamante, mia cara, avrai questa notte nel più profondo delle tue
ovaie.
E a mettertelo sarà la mano innocente di quell'adolescente dal volto d'ambra e
il cazzo di marmo.
Finalmente, la monaca di Monza è riuscita a convincerlo,
lei,
che con sante parole e savie parabole,
tutto può!

Voglio avere quelle tue mani enormi
Sentirle aprirmi
Ridere del mio stupore
Voglio fist
Fino in gola

Le mie mani sono troppo impure per quel santo orifizio.
A tal uffizio, come detto, sarà Gabriele, l'Arcangelo, puro più di frammento di
trasparente ghiacciaio.
Ma, prima, lo voglio tenere un poco al guinzaglio.
Entrambi sarete guida al povero cieco che sono.

Patina a coprire la verità
Qualcosa sorregge ancora l'ipocrisia
Voglio nero iniettato dritto in vena
Voglio overdose di sincerità

Mia cara, è il momento di dirtelo,
se è la sincerità quella che cerchi.
Io sono il Diavolo in carta ed ossa.
E solo cerco un'anima per il mio Regno di Fuoco.

Anima dispersa che vuole
Solo annegare
Nel profondo lago di morte
Che le sta innanzi

Allora, sei per me!
Vieni... come posso corteggiarti, costringerti, stringerti?
Sì, voglio stringere le mie dita acciaio intorno al tuo collo
e
vederti rendermi l'anima.
Il tuo corpo non m'interessa.

Corpo in plastica da bambolina gioco
Ho un'anima impura
Disperazione a tingere e darmi finto colore
Labbra a cuore per essere fotografata
In baci mielosi

Nel mio regno s'aprono con strumenti in ferro incandescente
solo vagine vergini di brace,
braccia d'acciaio sventrano ani da anni d'incuria calcificati;
la sola cristallizzazione concessa è quella dello zolfo.

Ed io sono di azoto
Cammino su cemento fatto di miele
Mentre candele si spengono
urlando il mio nome

Dell'ozono, mia cara bambola, tu hai solo quello che tutto il pianeta teme.
Ma io non perdo speme,
sperma sì, e da parecchio, senza conoscer né musica né solfeggio.
È che - terribilmente - mi manca la spinta verso...
l'Alto!
Per questo, da tempo, negli Inferi posteggio.

Sento il rumore dei tacchi
Ricordi di frusta
Dolore d'inferno
Di estremo orgasmo

Ricordi quel lungo corridoio quel giorno?
Non puoi averlo dimenticato.
Un lungo corridoio tutto bianco, con un leggero odor di...
inconfondibile?
So, che è un'immagine che ti tortura, t'assilla,
spesso.

Ricordi che vorrei trucidare
Come me inchinata
In prestazioni orali d'alta classe
Sotto sante statue

Ragazza, ritorno proprio ora da rapporti più
orali che
serali,
perché, tutt'al più, non saranno - e non sono - le 19 e 17 del
17 novembre 2004.
Guarda a volte il caso!
Ma che vuoi, anche noi poveri diavoli dobbiamo darci da fare;
catturare anime pure diventa sempre più difficile...

Rivedo te
Piegato in avanti
Occhi semi chiusi
Tremi godendo

Godo sì, al solo pensiero che m'accompagnerai giù
nel mio Regno.
Vedrai, sarà bello precipitare
insieme
a lente volute
spiraliformi e così,
anche se per brevi istanti,
accendere
delle nostre iridescenze
le tenebre.

Sono accattivanti e perverse le tenebre
Attraggono
Vorrei loro come mantello
A coprire i miei seni
Vorrei loro come amanti nei miei buchi


 

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