|
  
Dolce
è stato il tuo sguardo.
Violento,
s'è conficcato nella mia gola come
spillone incandescente
una
lunga linea rossa
come collare ad ornare la mia gola
due pupille a fottere la mia mente
collare
da cagna,
come tu vorresti essere,
come tu
mai
lo potrai, senza l'essenza del mio
marcio-ali
specchio
di te
ritrovi su asfalto
ammiri cosce vissute
spalancate troppe volte
con la voglia di esistere
il
niente vago dei tuoi
gesti
m'attraversa la mente come getto caldo di
sperma,
e d'amare non ho
più
voglia.
Solo voglio
ucciderti
Osservare
dolore nel tuo volto
Vederlo spegnersi.
Semplice oggetto da fottere.
Da fottere tra le lacrime.
Carne
che gioisce e marcisce
sei tu,
come cumulo di crisantemi su quel viale che
ha conosciuto i nostri passi d'amanti,
distanti ormai più di
cose da millenni
esplose
Come
corona di crisantemi
A simulare aghi che penetrano pelle
Che rendono marmo ciò che un tempo
Ha respirato
Voglio
vedere il tuo corpo!
Non come umile tomba di sospiri d'alabastro,
ma come simulacro di cazzi e schiamazzi
straziato da mani artigli che feriscono e ti lasciano -
infine -
poltiglia rossa di lacrime e sangue.
Voglio
divorare
Mangiare il tuo corpo
Come animale affamato
Fino a far sanguinare gengive
Morderti
Morderti e masticarti
La mia
anima è troppo dura, stoppacciosa,
la risputeresti, come sputato hai già il fango dei tuoi
sentimenti
falsi
come il più prezioso e vero dei diamanti
Falsità
definita come massima educazione
Falsità che distrugge me
Che si infrange come diamante
Di seconda scelta
Un
vero diamante, mia cara, avrai questa notte nel più
profondo delle tue
ovaie.
E a mettertelo sarà la mano innocente di
quell'adolescente dal volto d'ambra e
il cazzo di marmo.
Finalmente, la monaca di Monza è riuscita a convincerlo,
lei,
che con sante parole e savie parabole,
tutto può!
Voglio
avere quelle tue mani enormi
Sentirle aprirmi
Ridere del mio stupore
Voglio fist
Fino in gola
Le mie
mani sono troppo impure per quel santo orifizio.
A tal uffizio, come detto, sarà Gabriele, l'Arcangelo,
puro più di frammento di
trasparente ghiacciaio.
Ma, prima, lo voglio tenere un poco al guinzaglio.
Entrambi sarete guida al povero cieco che sono.
Patina
a coprire la verità
Qualcosa sorregge ancora l'ipocrisia
Voglio nero iniettato dritto in vena
Voglio overdose di sincerità
Mia
cara, è il momento di dirtelo,
se è la sincerità quella che cerchi.
Io sono il Diavolo in carta ed ossa.
E solo cerco un'anima per il mio Regno di Fuoco.
Anima
dispersa che vuole
Solo annegare
Nel profondo lago di morte
Che le sta innanzi
Allora,
sei per me!
Vieni... come posso corteggiarti, costringerti,
stringerti?
Sì, voglio stringere le mie dita acciaio intorno al tuo
collo
e
vederti rendermi l'anima.
Il tuo corpo non m'interessa.
Corpo
in plastica da bambolina gioco
Ho un'anima impura
Disperazione a tingere e darmi finto colore
Labbra a cuore per essere fotografata
In baci mielosi
Nel
mio regno s'aprono con strumenti in ferro incandescente
solo vagine vergini di brace,
braccia d'acciaio sventrano ani da anni d'incuria
calcificati;
la sola cristallizzazione concessa è quella dello zolfo.
Ed
io sono di azoto
Cammino su cemento fatto di miele
Mentre candele si spengono
urlando il mio nome
Dell'ozono,
mia cara bambola, tu hai solo quello che tutto il pianeta
teme.
Ma io non perdo speme,
sperma sì, e da parecchio, senza conoscer né musica né
solfeggio.
È che - terribilmente - mi manca la spinta verso...
l'Alto!
Per questo, da tempo, negli Inferi posteggio.
Sento
il rumore dei tacchi
Ricordi di frusta
Dolore d'inferno
Di estremo orgasmo
Ricordi
quel lungo corridoio quel giorno?
Non puoi averlo dimenticato.
Un lungo corridoio tutto bianco, con un leggero odor di...
inconfondibile?
So, che è un'immagine che ti tortura, t'assilla,
spesso.
Ricordi
che vorrei trucidare
Come me inchinata
In prestazioni orali d'alta classe
Sotto sante statue
Ragazza,
ritorno proprio ora da rapporti più
orali che
serali,
perché, tutt'al più, non saranno - e non sono - le 19 e
17 del
17 novembre 2004.
Guarda a volte il caso!
Ma che vuoi, anche noi poveri diavoli dobbiamo darci da
fare;
catturare anime pure diventa sempre più difficile...
Rivedo
te
Piegato in avanti
Occhi semi chiusi
Tremi godendo
Godo
sì, al solo pensiero che m'accompagnerai giù
nel mio Regno.
Vedrai, sarà bello precipitare
insieme
a lente volute
spiraliformi e così,
anche se per brevi istanti,
accendere
delle nostre iridescenze
le tenebre.
Sono
accattivanti e perverse le tenebre
Attraggono
Vorrei loro come mantello
A coprire i miei seni
Vorrei loro come amanti nei miei buchi

|