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Suffocation Live

22-11- 2004 - Stop Over- Giovinazzo (BA)

SUFFOCATION -- UNDERTAKERS -- NATRON -- SUDDEN DEATH

 

Un pullman rosa coi vetri oscurati (ahimè era dei Suffocation) accoglieva le macchine ripiene di puro, grezzo metallo che giungevano allo Stop Over, per vedere un live davvero interessante.
Un bel concerto, dunque, seppure con qualche pecca. Prima fra tutte l'assenza di Giannone & Co. (Undertakers) e dei Sudden Death i quali hanno dato forfait, lasciando, però, uno spazio maggiore ai baresi Natron, il che non ha sminuito l'evento. All'apertura dei cancelli si era prevista un'affluenza maggiore (circa 400 persone) ma per fortuna si era solo in 150 e questo, vista la ristrettezza dell'ambiente interno, è stato sicuramente un bene. Le speranze di chi si aspettava molti stands sono andate in fumo: c'era solo quello dei Suffocation e, in verità, non era nemmeno tanto fornito.
Alle 22:15 il piccolo palco ha visto entrare in scena per primi i Natron, fautori di un Brutal-Death davvero tecnico, sparato e fottutamente cattivo. Per chi ancora non li conoscesse, sappiate solo che hanno supportato gruppi come Septic Flesh e Necrophagist suonando un po' in tutta Europa. La scaletta dei Natron si è articolata in 10 pezzi, tra cui molti del nuovo album, ed ha previsto anche una gustosa cover dei Cannibal Corpse da "Tomb of the Mutilated" (non mi chiedete quale fosse perché, per la mia condizione psico-fisica quella sera, è già tanto).
Davvero una band dotata di talento i Natron, col cantante che ha saputo dare un ottimo spettacolo, coinvolgendo il pubblico in maniera superba, ed il batterista che reggeva tempi assurdi di doppio pedale. Sicuramente di forte impatto sonoro i riffs di chitarra e una lode al bassista che sembrava una macchinetta. Il pogo è partito quasi subito, alla prima canzone, e non ha risparmiato nessuno, in tutti i sensi.
Ottima, dunque, la performance del gruppo ma il punto debole, se proprio lo si vuole trovare, era l'acustica: suoni di chitarra e basso equalizzati male, volume della batteria troppo alto e, per contro, voce troppo bassa. A parte questo, i Natron hanno regalato ottimi momenti di sana follia omicida.
Dopo un'oretta di esibizione a tritacarne, il gruppo nostrano ha lasciato il palco ai grandi Suffocation e già dal loro sound-check il pubblico, abbondantemente riscaldato, dava segni lampanti di sete di sangue. La qualità del sound stavolta è stata eccezionale. Pulitissimo, preciso, un suono chirurgico. Che dire? Nemmeno una sola, piccola sbavatura. Un'esibizione a dir poco perfetta in cui Mr. Frank Mullen ha dato il meglio di sé. La sua voce non ha tradito alcuna aspettativa ed ha scatenato l'inferno. Inutile citare la tecnica dei musicisti, soprattutto del batterista, nei cui veloci riffs si sente una forte influenza thrash.
I Suffocation hanno presentato molte tracce del loro nuovo lavoro, come "Deceit", grandissimo pezzo, senza far mancare cavalli di battaglia del calibro di "Pierced from Within". Se ci si aspettava che il pubblico si fosse stancato nel pogo dei Natron, beh, non è stato così: sulle note di questo pezzo si è scatenata l'Apocalisse e tutto era una marea di carne umana che si muoveva freneticamente fra sudore e persone che crollavano a terra.
Pregevolissimo il fatto che i Suffocation si siano aperti molto al dialogo col pubblico, anche off-stage, senza fare troppo i divi (e ne avrebbero avuto tutte le motivazioni).
Davvero un gran live, nonostante l'assenza degli altri due gruppi.
Perla finale: sono arrivati due tipi con una bambola gonfiabile che indossava una felpa dei Cannibal Corpse. Semplicemente grandiosi.

 


NATRON


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