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Katatonia Live

21-05-2004
- Transilvania Live - Milano
ENSOPH
-- EPHEL DUATH -- KATATONIA
Ad
aprire le danze per questa data sono stati chiamati, a differenza della serata successiva in Sicilia, gli Ensoph e gli Ephel Duath.
Contrattempi personali mi hanno fatto giungere al Transilvania Live
giusto per ascoltare l'ultimo brano proposto dagli Ensoph, e per notare
come il locale fosse già numerosamente affollato.
Successivamente il palco ha visto l'esibizione degli Ephel Duath,
curiossissimo e coraggiosissimo progetto di difficile catalogazione, che
presentava un chitarrista e bassista agghindati con la cravatta che si
lasciavano andare con i loro strumenti a virtuosismi più vicini a
territori jazz che metal, un batterista vicino ai cinquant'anni di estrazione jazz-blues ed un
cantante che strillava nel microfono. E purtroppo secondo me è proprio
il limite di questo gruppo: i musicisti sanno come torturare i loro
strumenti, ma il cantante è inascoltabile.
Non è tanto la scelta di affidarsi ad un cantato 'scream' (anche se
secondo me per il genere proposto la scelta migliore sarebbe affidarsi
ad una voce pulita o addirittura lasciar parlare esclusivamente gli
strumenti), quanto il fatto che il frontman canta - anzi urla - proprio
male.
Terminata l'esibizione, per vedere i Katatonia si è dovuto attendere
per quasi un'ora, con il sipario che mostrava le ombre dei musicisti ed
il pubblico che ha cominciato a rumoreggiare per l'impazienza. In un
primo momento ho creduto che i Katatonia volessero atteggiarsi da star,
ma poi mi è sembrato di capire vi fosse un problema con i drink che
tardavano ad arrivare, infatti quando finalmente l'esibizione è
incominciata per i primi 5(!) brani, al termine di ogni pezzo il gruppo
si disinteressava del pubblico e si metteva a bere voltando le spalle
alla sala.
Il suono all'inizio ha qualche problema, specialmente la batteria, e la
voce risulta coperta dagli strumenti, ma già dal secondo brano le cose
migliorano sensibilmente.
La security si rivela tollerante e disponibile, permettendo ai vari
fotografi, tra i quali il sottoscritto, di posizionarsi praticamente in
braccio alla band.
Addirittura un ragazzo ha avuto la brillante idea di stendersi a pancia
in giù sul palco con la testa praticamente sui piedi di un'incurante
Jonas Renske per scattare una foto.
E cosa dire dell'esibizione dei Katatania?
Semplicemente commovente e convincente, grazie anche al contributo del
numeroso pubblico
- entusiasta - che conosceva a memoria ogni parola delle canzoni ed
andava in visibilio ad ogni brano, contribuendo a creare l'atmosfera ed
il giusto feeling con la band.
I brani proposti - come la sera successiva a Catania - erano tratti
esclusivamente dagli ultimi tre album della band, con un'incursione in
Discoraged Ones con una stupenda Deadhouse, e la decisione di proporre
un brano - Black Session - che a detta dello stesso Renske, raramente
viene proposto live.
Nonostante il pubblico abbia reclamato più volte durante la serata
pezzi più datati, Renske pareva non curarsi di questa richiesta
proseguiva nei propri territori emozionali, soddisfacendo ugualmente in
maniera sublime la sete di emozioni della sua audience.
Eppure, quando per ultimo è stato proposto un brano storico quale
Murder e l'atmosfera già di per sé carica è divenuta estatica, non ho
potuto non pensare a quanto un concerto stupendo sarebbe potuto essere
sublime, se solo la band avesse scelto di alternare il nuovo validissimo
materiale con i capolavori passati; perché l'intensità emotiva che ha
attraversato me - ed il resto del pubblico - durante Murder è qualcosa
di indescrivibile, una reazione che la musica dovrebbe sempre provocare
nell'uomo, e chi non ha mai provato questa commozione, questo senso di
smarrimento d'assoluto di fronte alla musica, e più un generale
all'Arte, non ha mai vissuto veramente.
Ma la domanda sul perché di questa scelta è stata posta ai Katatonia,
presto su The Gate potrete leggere la risposta nella loro intervista…


22-05-2004
- Krossover - Scordia (Ct)
HYRA
-- KATATONIA
Quando
arrivo al locale noto che l'affluenza di pubblico è bassa, eppure sono
già le 21,30. Inizio a pensare che la proposta musicale dei Katatonia
non sia apprezzata dalle mie parti. Fortunatamente arriverà la
smentita, infatti saremo in molti ad assistere alla performance della
band svedese.
Aprono gli Hyra, band siciliana con all'attivo un album (Words Spoken
After…/2001) che ha il doveroso compito di rimpiazzare i Klimt 1918.

Hyra
Quando inizia la musica mi avvicino curioso, ultimamente sono molte le
bands che abbracciano sonorità tanto care ai Theatre Of Tragedy e gli
Hyra sembrano rientrare in questa categoria, visto che alla voce
troviamo una donna.
Invece no, gli Hyra ci danno sotto, fin dai primi minuti dell'esibizione
la band riesce a coinvolgere i presenti, forti di una singer carismatica
e da musicisti dalle capacità non indifferenti. Purtroppo il sound non
è proprio il massimo (direi tutt'altro), ma riesco ugualmente ad
apprezzare la loro esibizione. Fautori di un gothic metal mai banale, i
siciliani Hyra preferiscono puntare più su parti d'impatto che
riflessive. Ed il fatto che sappiano bilanciare melodia e furia (ma in
maniera elegante) gioca sicuramente a loro vantaggio. Questo mix sembra
indirizzarli sulla giusta strada, anche se qualche tocco di tastiera in
più non guasterebbe. Da tenere d'occhio sicuramente.
Viene il turno dei Katatonia, la sala inizia a riempirsi, l'affluenza è
discreta, l'attesa molta, parte folgorante Ghost Of The Sun, inizia il
viaggio verso lande desolate. Assisto all'intero concerto in una sorta
di trance, i Katatonia riescono a farmi vagare nei meandri della
malinconia. Wealt, Complicity, Sweet nurse, la struggente The Future Of
Speech, alcuni dei brani che venano di assordante depressione le nostre
orecchie. Jonas sostiene una buona prova e sembra vagare in tunnel
depressivi durante tutta l'esibizione, i suoi compagni invece effettuano
una performance più attiva, il tutto convince pienamente la maggior
parte degli spettatori. Personalmente ho apprezzato tantissimo Chrome,
con delle chitarre che sembravano cascate di lacrime e l'ipnotica e
trascinante Sleeper. Purtroppo la scaletta privilegiava brani estratti
dai loro ultimi tre lp e molti erano i presenti che hanno sentito la
mancanza dei lavori più vecchi (comunque scontata l'assenza) o del
trascurato Discouraged Ones (del quale verrà proposta Deadhouse sul
finire). Il finale ci riserva un'apprezzatissima Murder durante la quale
il pogo infuria e un bizzarro Mattias Norrman indossa un crocifisso
capovolto (lo stesso che teneva il frontman dei Defleshed allo scorso
concerto), gentilmente offertogli da uno spettatore (che a spettacolo
finito mi fermerà sotto il palco, invitandomi a sputare sulla sua
croce!?!?!?!) in occasione dell'esecuzione di questo vecchio classico.
Sono quasi le 2 quando i Katatonia smettono di suonare, faccio un salto
in backstage per scambiare 2 parole con un disponibilissimo Fred ed un
misantropico Jonas, cupo in fondo alla stanza, con lo sguardo assente.
Quando abbandono il locale mi rendo conto che la Nihil è riuscita dove
molti hanno fallito, proponendoci gruppi di un certo calibro, che fino
ad un anno fa nessuno si sarebbe aspettato di vedere da queste parti. Ed
in occasione dei Dismember mi sa che qualcuno rimarrà fuori…..
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