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- 17 - 18 Aprile 2004
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ovvero, tutto quello che volevate sapere su "Week End", ma che
non avete ancora osato chiedere. La Trama Prima di accompagnarvi a spasso per il set, è giusto che sappiate qualche particolare in più sulla trama del corto. Mantengo la promessa fatta in apertura di speciale e, per non sbagliare, mi rifaccio all'articolo di Francesco Cortonesi apparso ormai più di un mese fa sul sito della filmhorror.com:"Marco e Andrea decidono di trascorrere un fine settimana in montagna, a caccia di cervi. Insieme a loro c'è la dolcissima Sara, moglie di Andrea, che li aspetta nella baita che hanno affittato. Durante la battuta di caccia, qualcosa va storto. […]" Uno sparo avventato, il ritorno precipitoso alla baita, l'inizio di un incubo. "Braccati da una creatura mostruosa, i tre si troveranno a sprofondare in una spirale di cieca violenza, che li porterà a perdere se stessi e a lottare per la sopravvivenza, chiusi all'interno del loro piccolo cosmo di legno…"Direi che può bastare. Se siete curiosi di sapere come va a finire, tanto meglio. Appena il montaggio sarà terminato vi informeremo. Per ora, accontentatevi di curiosare "dietro le quinte".
Il Buon Giorno si vede dal Mattino La mia avventura è iniziata alle 10:30 di Venerdì 16 Aprile, nei pressi dello stadio di Arezzo. Appena giunto in zona ho telefonato a Cristiano Stocchi per comunicargli il mio arrivo. Mi ha detto che sarebbe passato a prendermi nel giro di 10 minuti, su di un Audi grigia, famigliare, e io mi sono messo in attesa. Cinque minuti e l'auto era lì; sono scesi due ragazzi e mi si sono fatti incontro. Si sono presentati come Cristiano e Paola. Simpatici e cordiali mi hanno comunicato che gli altri ci avrebbero raggiunto a momenti e che poi saremmo finalmente potuti partire alla volta dell'agriturismo che ci avrebbe ospitati nei giorni a venire. Da come ne parlavano, ho dedotto che anche loro dovessero ancora vedere il posto. Alcuni minuti dopo sono arrivati tutti. Archiviati i convenevoli, ci siamo messi a chiacchierare e la mia curiosità ha iniziato a crescere a dismisura, finché non ho resistito e ho chiesto loro quale ruolo avrebbero ricoperto sul set del corto. Ne è seguito un istante d'interminabile ed imbarazzato silenzio. "Corto?" Hanno ripetuto in coro, tra il divertito e lo spaesato. Ci siamo guardati in faccia per un attimo. Un dubbio atroce s'è insinuato nella mia mente: "Ma tu, sei Cristiano Stocchi, vero? Della Filmhorror.com…". "Stocchi? Film che? No…" Imprevedibile caso di omonimia. Coincidenze… L'Audi grigia, famigliare, il posto e persino l'ora, coincidevano. Coincideva tutto, se non che nessuno di noi era chi gli altri pensavano che fosse. I ragazzi erano ad Arezzo in vacanza, dovevano incontrare allo stadio una persona che li avrebbe portati ad un agriturismo lì vicino e pensavano che fossi io!Da lì a poco è arrivato il vero Cristiano Stocchi, a bordo della sua Audi grigia, solo una tonalità più scura. Inutile descrivere la sua faccia, quando gli è stato riportato l'accaduto. Immaginatevi le risate... Ed eravamo soltanto all'inizio.
Il Set Risolto l'equivoco e salutati "i miei nuovi amici", io e
Stocchi ci siamo avviati verso il set, non prima però di aver fatto
tappa in centro ad Arezzo per una breve visita turistica ed aver
consumato un pasto caldo offertoci dalla gentilissima moglie di
Cristiano. Mentre eravamo a tavola ha iniziato a piovere… da allora,
non avrebbe più smesso, se non per poche ora di sabato pomeriggio. Le Attrezzature La prima cosa che abbiamo fatto, giunti sul set, è stato scaricare almeno parte delle attrezzature dall'auto di Henry e predisporre tutto perché si potesse iniziare a girare le esterne quella notte stessa. Gli attori sarebbero arrivati nel giro di un paio d'ore, quindi avevamo tutto il tempo per prepararci. Ancora oggi, se ripenso alla quantità di materiale che abbiamo estratto dalla macchina del direttore della fotografia, stento a credere che potesse realmente starci tutta. Ad ogni modo, giusto per fare il punto della situazione e soddisfare anche qualche curiosità tecnica degli addetti ai lavori che dovessero leggere questo articolo, vi elenco alcuni dei pezzi pregiati dell'attrezzatura:
Si è girato per tre giorni, praticamente senza sosta:
dalle 18:00 di venerdì alle 02:00 di sabato; dalle 12:00 di sabato alle
05:00 di domenica (17 ore filate); e dalle 10:30 di domenica alle 18:00,
otto ore circa in cui filmare le ultime scene e sbaraccare tutto. Alla
fine dei giochi, avevamo trascorso più di 32 ore sul set nell'arco di
tre giorni, la maggior parte di notte e quasi sempre sotto la pioggia
battente, per ottenere circa 3 ore di girato da cui poi, a montaggio
terminato, i ragazzi della filmhorror stimano di realizzare un corto di
20-30 minuti. Per un profano tutto ciò è incredibile. Per gli addetti
ai lavori, è quasi la normalità. L'Incidente Pioggia, fango, oscurità… e poi eravamo sul set di un film horror. Era impossibile cavarsela senza almeno un piccolo incidente da annoverare fra le statistiche.Avete mai provato a correre per un bosco, di notte, con l'occhio incollato ad una telecamera? Beh, se non l'avete mai fatto, evitate. Il povero Henry Secchiaroli ha rischiato di pagare le conseguenze del suo zelo a caro prezzo, inciampando in una radice e rovinando fragorosamente, fra fango, sassi e sterpaglie, durante una scena d'inseguimento. Se l'è cavata con una botta al ginocchio e con un gran spavento, ma non per l'articolazione, bensì per la telecamera. Era appena piombato a terra e si stringeva la gamba dolorante, ma le prime parole che sono uscite dalla sua bocca sono state per sincerarsi delle condizioni della Canon XL1 e soprattutto dell'obiettivo che montava al momento della caduta… eroico.
Il Mostro Avete
mai sentito parlare del Wendigo? Se la risposta è no, questo è un
ulteriore motivo per guardare "Week End". Il mito del Wendigo
affonda le proprie radici nelle credenze di molte tribù degli indiani
d'America, trova probabilmente il suo padre letterario in Algernon
Blackwood e ricorre in moltissime storie circolate negli anni riguardo
una misteriosa creatura incontrata dai campeggiatori nelle foreste e
nelle praterie a nord dello stato del Minnesota. Al mito hanno attinto
più o meno direttamente fumettisti, romanzieri e registi, fra i quali
ricordiamo Larry Fessenden che con il suo "Wendigo", nel 2002
ha raccolto tanti consensi alla XX edizione del Torino Film Festival.
Ispirato a tali leggende è anche il mostro con cui dovranno vedersela i
protagonisti di "Week End". Di seguito potete vedere la foto
di un esemplare adulto di Wendigo, interpretato dall'impagabile Federico
Lazzeri, che ha girato per ore, completamente nudo, sotto un'insistente
pioggerellina quando la notte nella foresta faceva abbassare il
termometro attorno ai 5 gradi sopra lo zero. Accanto avete anche l’occasione
di "ammirare" un cucciolo di Wendigo, realizzato per
l'occasione da Marco Ristori e Gustavo Melella. Il Make-up Se Federico è stato fantastico nella sua interpretazione, Andrea Giomaro, make up artist di Fano, è stato incredibile nel realizzare la maschera che lo ha trasformato in un mostro assolutamente terrificante. Personalmente ho avuto l'onore di trasportare il Wendigo dall'agriturismo al set in automobile, per ridurre i tempi e perché la maschera non si bagnasse inutilmente. Se non fossimo stati sperduti nel bel mezzo delle foreste casentinesi avremmo anche potuto incrociare qualcuno… e allora ci sarebbe stato davvero da sganasciarsi dalle risate.
Camera Car Oltre a tutto il resto, "Week End" può fregiarsi anche di
alcune scene di camera car realizzate con piena proprietà dei mezzi
tecnici necessari, un'altra chicca fra le tante che fanno di questo
corto un lavoro decisamente professionale. Un Cammeo del tutto Personale E' con grande orgoglio che vi invito ad osservare attentamente gli scarponi che indossa Francesco Primavera (alias Andrea) per tutta la durata del corto. Ebbene sì… sono miei! Così come una delle tre paia di jeans che ha dovuto cambiare a causa di pioggia e fango durante le riprese. Attualmente gli scarponi in questione sono custoditi gelosamente nella mia cassaforte e già in molti fra collezionisti ed appassionati mi hanno fatto offerte allettanti per entrarne in possesso. Ad oggi sono ancora molto restio a separarmene, ma se le loro quotazioni dovessero subire una vertiginosa impennata a seguito dell'uscita del corto, potrei anche decidere di venderli al miglior offerente. Si parla di cifre da capogiro.
Tutti a Casa Domenica 18 Aprile, al calar del sole, avevamo finito tutto.
Montaggio a parte ovviamente. Dopo tre giorni indimenticabili,
faticosissimi, divertentissimi e decisamente insoliti, almeno per il
sottoscritto, abbiamo scattato l'ultima foto e siamo tornati a casa, con
la certezza di aver fatto qualcosa di "grande". Potrei andare
avanti ancora a raccontarvi di questi tre giorni straordinari, ma
comunque non riuscirei a trasmettervi tutta la passione, l'impegno e la
gioia che hanno permesso di realizzare questo cortometraggio. Meglio di
me potranno farlo nelle due parti conclusive di questo speciale i
ragazzi della troupe e i quattro attori che ho intervistato per voi. Dal
canto mio non posso che chiudere ricordando con un sorriso un pazzo,
pazzo week end di "terrore" durante il quale ho avuto l'onore
di lavorare gomito a gomito con delle persone eccezionali che oggi ho il
piacere di poter chiamare… amici.
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