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16 - 17 - 18 Aprile 2004
The Gate sul set di "Week-End"
Intervista a Cristiano Stocchi


TORNA A Presentazione Week-End...

(Marzo Zolin) Cristiano Stocchi, classe 1972, nato ad Arezzo, regista in forze alla filmhorror.com. Allora Cristiano, iniziamo dal principio… Quando è stata la prima volta che hai provato a fare cinema?
(Cristiano Stocchi) A 12 anni, con la cinepresa super 8 di mio padre. Per tutta l'estate del 1984, per tutti e tre i mesi di vacanze dalla scuola, con i miei amici girai il film "L'albero dalla Linfa Rossa", durata 5 minuti, perchè fini la pellicola e mio padre non la volle ricomprare... io oltre che regista ero anche l'assassino.

(M. Z.) Vent'anni dopo il tuo primissimo approccio con la cinepresa, c'è qualche regista a cui ti ispiri per i tuoi lavori o che semplicemente ammiri in modo particolare?
(Stocchi) Su tutti, David Cronenberg. Poi Sam Raimi e David Lynch.

(M. Z.) Circoscrivendo il campo al genere horror, quali sono i film che ti hanno colpito maggiormente? So che è difficile, ma fammi tre titoli.
(Stocchi) Allora… "Non Aprite quella Porta" di Tobe Hooper: l'originale. Ultimamente ho rivalutato moltissimo "Evil Dead" di Sam Raimi. E per finire mi piacerebbe citare qualcosa di Italiano: "La Casa dalle Finestre che Ridono", di Pupi Avati. Ovviamente limitarsi a tre titoli è difficilissimo per un fan del cinema horror.

(M. Z.) Quando hai conosciuto gli altri componenti della filmhorror.com?
(Stocchi) Maurizio Gambini l'ho conosciuto a 15 anni, giocavamo nella stessa squadra di calcio. Francesco Cortonesi un po' più tardi, nel 2000, in seguito al cortometraggio "L'uomo di Altrove", mentre Giancarlo Cungi l'ho conosciuto nel 1992: all'epoca lavoravamo insieme per un'azienda di software.

(M. Z.) Oltre a voi quattro chi altri fa parte stabilmente dell'organico della filmhorror.com?
(Stocchi) La filmhorror.com è composta principalmente da 6 persone, che sono: Cristiano Stocchi, Maurizio Gambini e Mario Rebehy (registi), Francesco Cortonesi (sceneggiatore), Giancarlo Cungi (produttore, supervisore) e Marco Landi (webmaster). A queste persone, che costituiscono il nucleo fondamentale della filmhorror.com, si aggiungono le rispettive mogli, che mi piace citare perchè ci seguono sempre, ci sostengono e danno sempre tutto l'aiuto possibile, e Angelo Tavernelli, aiuto regista, un valido appoggio in ogni occasione.

(M. Z.) Ora dimmi, quando nasce "ufficialmente" la filmhorror.com?
(Stocchi) La filmhorror.com nasce ufficialmente nel settembre 2003, però questo gruppo di cui ti ho appena parlato, a meno del webmaster, ha iniziato a girare cortometraggi già nel 1996.

(M. Z.) Parliamo proprio del vostro sito e dei motivi che vi hanno spinto ad approdare sul web.
Il sito è nato da pochissimi mesi, eppure è già diventato un punto di riferimento a livello nazionale per chi fa cinema indipendente.
(Stocchi) Filmhorror.com è essenzialmente un database, un punto d'incontro dove tutte le persone che fanno cinema hanno la possibilità di riunirsi e mettere a disposizione degli altri le proprie competenze. Molti dei nostri attuali "iscritti" sono registi, ma ci sono anche attori, esperti di montaggio, c'è chi scrive gli story board, ci sono specialisti nel campo degli effetti speciali, sceneggiatori, direttori della fotografia e così via. Se un regista vuole usufruire di una troupe può andare sul sito e contattare le persone di cui ha bisogno, perchè chi è nel sito ha una propria scheda ed è a disposizione degli altri. D'altronde l'idea di creare un sito internet strutturato in questo modo è nata proprio perchè vedevo tante esigenze in persone che avevano la passione, ma non avevano la fortuna di poter contare su di un gruppo come il nostro.

(M. Z.) Se dovessi segnalare qualche regista in particolare fra quelli che ospitate all'interno del vostro database?
(Stocchi) Per scelta il nostro sito si limita ad accogliere i registi, senza fare alcun commento sui loro lavori. Io ne ho visti alcuni, ma li giudico tutti allo stesso modo. Quello che ci accomuna è la passione, la passione che muove questo mondo. Per me sono tutti bravi, non riesco a dare giudizi.

(M. Z.) Domanda classica: dovendo dare un consiglio a chi volesse seguire la vostra strada, a chi volesse iniziare a fare cinema, cosa gli diresti?
(Stocchi) Gli consiglierei innanzi tutto di fare tantissima pratica, di non aver paura di sbagliare, di partire e migliorarsi di corto in corto. E poi gli consiglierei di consultare il nostro database, su cui è possibile reperire tutta la manodopera necessaria, sia che voglia realizzare un horror, sia che abbia in mente qualsiasi altro tipo di corto. Il nostro database non raccoglie soltanto persone appassionate di cinema horror: ciò che ci accomuna veramente è la voglia di fare cortometraggi.

(M. Z.) Un consiglio a chi già fa cinema indipendente e vorrebbe farsi conoscere al pubblico?
(Stocchi) E' un po' il problema di tutti. Il sito nasce anche per questo. In pochi mesi si sono già sviluppate tantissime collaborazioni, abbiamo avuto articoli su giornali specializzati e abbiamo stretto legami con molti negozi di dvd. Noi, come filmhorror.com, siamo distribuiti da Trauma. I nostri lavori li potete trovare nei loro punti vendita oppure chiederceli direttamente attraverso il sito. La scelta di vendere i nostri corti è stata una scelta obbligata. Personalmente li vorrei regalare a tutti, però non posso: almeno delle spese per i dvd dobbiamo pur rientrare.

(M. Z.) Se non sbaglio, fino ad ora la filmhorror.com ha prodotto quattro cortometraggi. Puoi dirci due parole per ognuno dei vostri lavori?
(Stocchi) I nostri lavori come filmhorror.com si aprono nel 2000 con L'Albero di San Martino, ispirato ad un fatto di cronaca, nato quasi per caso e girato un po' per scherzo, salvo rendersi conto, dopo averlo girato, tutto in ripresa reale, che forse avevamo fatto qualcosa di cult. Ancora oggi, quattro anni dopo, rimane sicuramente uno dei nostri lavori più apprezzati. Tutti coloro che l'hanno visto ci hanno assicurato che fa veramente paura.
Subito dopo viene Ultima Estate a Shell Beach, il lavoro a cui sono più affezionato, perchè rispecchia maggiormente il mio cinema, un cinema prevalentemente surrealista contaminato da tematiche horror e dark.
Poi abbiamo girato Segnali nel Grano, con il chiaro intento di dare una continuazione a L'albero di San Martino, da cui la scelta di partire ancora una volta da un fatto di cronaca realmente accaduto.
Il nostro quarto lavoro è Matrimonio in Collina. Se Ultima Estate a Shell Beach è quello a cui sono maggiormente affezionato, senza dubbio Matrimonio in Collina è il migliore dal punto di vista tecnico: c'è già un salto di qualità, sia nella scrittura del soggetto che nella preparazione che ha preceduto le riprese

(M. Z.) E adesso parliamo di questa ultima fatica. Parliamo di Week End.
(Stocchi) Week End è innanzi tutto un cortometraggio per la regia di Maurizio Gambini. L'idea nasce da una location. In estate con degli amici ci siamo spinti fin quassù nel bel mezzo delle foreste casentinesi, area iper-protetta nel territorio toscano, e mi è stata mostrata la baita che poi è diventata l'elemento chiave del set di Week End. Quando l'ho vista, così nascosta nel mezzo di questo bosco fittissimo, mi sono subito venute alla mente le atmosfere di Evil Dead e mi son detto "qui dobbiamo girarci un cortometraggio". Di lì a pochi mesi, quasi per caso, ho iniziato a leggere delle leggende degli indiani d'America, da cui l'idea del Wendigo su cui ho lavorato assieme a Francesco Cortonesi. A lui si deve l'idea che rende realmente originale il cortometraggio... però non ve la svelo.

(M. Z.) Quali sono state le difficoltà maggiori che avete incontrato su questo set?
(Stocchi) Sicuramente la pioggia, il fango e i problemi di audio. Per illuminare il set abbiamo tenuto sempre accesso un generatore che, pur a 300 metri dalla baita, e bello ingabbiato, faceva molto rumore e quindi molte esterne andranno rifatte. Necessitavamo di una settimana, però siamo riusciti a fare in un "week end"... anche se ieri, a conti fatti, abbiamo girato per 18 ore senza sosta.

(M. Z.) E' corretto dire che Week End rappresenta a tutti gli effetti una svolta nel vostro modo di fare cinema?
(Stocchi) Sì, assolutamente. Questo non si può più certo chiamare cinema amatoriale. E' cinema indipendente, ma il livello di professionalità è alto. Gran parte delle persone che si sono prestate a girare questo film fanno le stesse cose per lavoro. C'è stato sicuramente un enorme un salto tecnico e comunque c'è stata tantissima organizzazione prima; ci siamo basati su di uno storyboard di ferro e poco o nulla è stato lasciato al caso. Ora sono molto contento delle riprese, ma mi mette un po' d'ansia il montaggio. Il passo avanti c'è stato, ora bisogna vedere la resa effettiva una volta che tutto il lavoro sarà finito.

(M. Z.) L'impressione è stata effettivamente quella di vedere all'opera dei veri e propri professionisti, ognuno nel suo campo. Come per la filmhorror.com, anche in questo caso facciamo il punto sullo staff.
(Stocchi) Giustissimo... A questo cortometraggio hanno lavorato tutti i membri della filmhorror.com assieme ad Henry Secchiaroli, che è stato il direttore della fotografia e che ha dato l'entusiasmo per partire con questo progetto davvero ambizioso. Potremmo dire che è grazie a lui se alla fine l'abbiamo realizzato. Poi ci sono i tre attori principali: Elisa Faggioni, protagonista di Matrimonio in Collina, nel ruolo di Sara, Francesco Primavera, nel ruolo di Andrea, e Lillo Sciortino nel ruolo di Marco, tre attori professionisti. A loro si aggiunge Federico Lazzeri, già comparsa in Matrimonio in Collina, nel ruolo del Wendigo. Federico è un nostro carissimo amico e devo dire che sono quasi commosso per quello che ha fatto: non è uno scherzo recitare completamente nudo, in un bosco, di notte, a 5 gradi sopra lo zero.
Un altro grandissimo professionista con cui abbiamo avuto il piacere di lavorare è Andrea Giomaro, in arte Gommo, un make up artist eccezionale. Appena vedrete il mostro ve ne renderete conto. Poi ci sono Marco Ristori, in veste di Actor Movie Production e Gustavo Melella che hanno realizzato il piccolo Wendigo e poi ci sei tu, Marco Zolin, assieme a tutte le altre persone che sono venute fin quassù per aiutarci e che voglio ringraziare di cuore: in una troupe è vero che servono i registi, il direttore della fotografia, lo sceneggiatore etc, ma servono anche persone responsabili sempre pronte a dare una mano.

(M. Z.) Una domanda molto venale. E' possibile stimare il costo complessivo di un lavoro del genere?
(Stocchi) Di preciso non saprei quanto ci verrà a costare, però sicuramente più di 5 mila Euro, comprese le spese per il make up e per il noleggio della videocamera.

(M. Z.) 5 mila euro non sono pochi. Dove trovate i fondi per i vostri lavori?
(Stocchi) Ci frughiamo in tasca. I cortometraggi che realizziamo come filmhorror.com rimangono, per ora, un hobby che ci autofinanziamo. C'è chi colleziona francobolli, chi va a caccia di farfalle e chi invece gira cortometraggi.
Il vero lavoro mio, di Maurizio Gambini e di Mario Rebei, è quello che svolgiamo come Atlantide Audiovisivi, una società che produce e realizza cortometraggi, documentari, spot pubblicitari e così via.

(M. Z.) Quando sarà pronto Week end?
(Stocchi) Sarà pronto verso metà giugno. Il montaggio richiederà molto tempo e poi c'è da rifare tanto audio.

(M. Z.) E dopo? Quali sono i vostri progetti per il futuro?
(Stocchi) Week End durerà circa 30 minuti. E' stato in assoluto il più impegnativo dei nostri lavori, una specie di palestra, girato come un vero e proprio film per vedere se poi saremo in grado di fare un lungometraggio… realizzarlo, autoprodurlo e poi andare dalla distribuzione per essere distribuiti in un discorso homevideo.

La nostra conversazione si è interrotta quando gli attori sono usciti dalla baita ed è stata avviata la jeep di scena. A pochi passi da noi stavano per iniziare le riprese dell'ultima esterna.

"Altre domande?" Mi ha chiesto Cristiano sorridente. Fremeva, c'era bisogno di lui sul set e c'era bisogno di qualcuno che reggesse l'ombrello sulla telecamera, oltre che sulla testa del povero Henry che stava prendendo acqua ormai da tre giorni filati. "Direi che è tutto." Ho risposto e, afferrato un ombrello, mi sono diretto con lui verso la jeep... Dura la vita dell'operaio non specializzato…

 

 

 

Marco Zolin


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