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- 17 - 18 Aprile 2004
The Gate sul set di "Week-End"
Intervista a Andrea Giomaro (in arte "Gommo") - Make-up artist
†TORNA A Presentazione
Week-End...†
Andrea
sta ancora struccando il Wendigo, ma ugualmente accetta di fare quattro
chiacchiere sul suo lavoro e sul mondo del cinema in generale.
(Marzo
Zolin) Professione?
(Andrea Giomaro)
Trucco speciale, supervisore effetti speciali.
(M.
Z.) Come hai conosciuto i ragazzi della
filmhorror.com?
(Giomaro) Tramite
Henry Secchiaroli, che è di Fano come me. La città è piccola e ci si
conosce un po' tutti noi che lavoriamo nello stesso ambiente. Mi ha
detto che ai ragazzi della filmhorror serviva un make-up serio, mi ha
spiegato un po' la cosa ed eccomi qui. Se devo aspettare che a Roma mi
facciano fare un Wendigo, sto fresco. Avevo voglia di fare un mostro e
non avevo mai né l'occasione né il tempo per farlo. Qui mi pagavano e
la sceneggiatura mi piaceva, quindi…
(M.
Z.) Parlaci un po' del make-up del Wendigo.
Fase per fase… quanto tempo ci è voluto per terminare il lavoro?
(Giomaro) Allora,
prima ho dovuto fare un calco dei denti, arcata superiore ed inferiore,
da cui ho ricavato una dentiera molto ingombrante: due giorni.
Finito di ricavare la dentiera, ho dovuto fare il calco dell'intera
testa con dentiera indossata, poiché modificava il profilo della
faccia: un altro giorno.
Dopo è stata la volta del contro-stampo della maschera. Nel calco si
butta il gesso e si ricava un positivo e sul positivo viene modellata la
scultura. Io sono lento e ci ho messo due giorni.
Fatto questo, sono passato allo stampo negativo della scultura, che deve
toccare lo stampo positivo in alcuni punti strategici. Un altro giorno.
Poi dentro ci ho fatto la pelle. Due giorni.
In tutto ci sarebbero voluti 10 giorni di lavoro. Però, visto che l'ho
fatto in sette, vuol dire che i tre giorni che mancano sono state notti.
(M.
Z.) Che materiali hai utilizzato?
(Giomaro) Per
la pelle, schiuma di lattice e non gelatine e siliconi; se avessi usato
altri materiali, in queste condizioni sarebbe durata cinque minuti. La
schiuma di lattice ha ancora molto da dire al di là di ciò che ne
dicono gli Americani o quelli che pubblicizzano altri materiali. La
dentiera è in resina acrilica, come le dentiere per ponti provvisori
che ti può fare un dentista. Io mi sono esercitato con un
odontotecnico. Fatta la dentiera… tutto polso e pratica. E tanta
pazienza.
(M.
Z.) Quanto viene a costare un make-up del
genere?
(Giomaro) Lasciamo
perdere i macchinari. Uno deve averli già di suo, se li compra col
tempo. Fino a dieci anni fa, facevo ancora le schiume per le maschere
nel forno dove mia madre metteva anche le torte. Chi fa queste cose ha
sempre la maglia un po' sporca di sangue e qualche scheletro
nell'armadio di casa.
I costi vivi per una maschera come questa si aggirano attorno ai 500
Euro. Più una settimana di lavoro, che sono 1000 Euro circa e le
trasferte, altri 500 euro. Ad una produzione, un lavoro del genere viene
a costare 4 o 5 milioni di vecchie lire. Qui, anche sul prezzo ci si è
venuti in contro. La cosa mi piaceva e mi sono detto: lo voglio fare. In
questi casi il prezzo scende.
(M.
Z.) Quando hai iniziato?
(Giomaro) Ho
iniziato a tredici anni… ora ne ho trenta. Ho sempre avuto una
particolare passione per pongo plastilina, meccano, costruzioni. Poi ho
visto una mostra di effetti speciali di Carlo Rambaldi a San Marino, a
quattordici anni l'ho conosciuto a Ferrara e così ho iniziato. Fino a
vent'anni è stato un hobby, un anno ho abbandonato, e poi ho iniziato a
farlo per mestiere.
(M.
Z.) Hai fatto degli studi specifici per
arrivare dove sei oggi?
(Giomaro) Liceo
scientifico e un anno di ingegneria… certe cose le impari solo sul
campo.
(M.
Z.) Hai qualche maestro a cui ti ispiri
particolarmente?
(Giomaro) Dovendo
fare un nome… Roberto Mestroni.
(M.
Z.) Parlaci dei tuoi precedenti lavori.
(Giomaro) Assieme
al gruppo con cui lavoravo prima abbiamo fatto una mano finta per le
Iene; abbiamo lavorato su Rosso Fango, che ha vinto il David di
Donatello l'anno scorso… abbiamo fatto sia il fango che il rosso. Poi
abbiamo lavorato in alcuni film con Abatantuono. Abbiamo lavorato con la
Magnolia, con l'Aran, Coming Soon Television e Disney Club.
(M.
Z.) Quali sono i lavori che ti hanno dato
maggiori soddisfazioni?
(Giomaro) Le
cose che mi danno più gusto sono proprio queste. Nelle produzioni ad
alto budget certe cose non te le fanno fare, o perché non se le possono
permettere o perché non se la sentono. E poi chi fa produzioni a basso
budget è spinto da una maggior passione. Spesso si tratta di amanti del
cinema grottesco o comunque del molto visivo. In questi contesti è più
facile trovare chi apprezza il cinema di genere e quindi già si pone in
maniera diversa. Vuol vedere il coltello che entra e non solo l'ombra
del coltello.
Maschere complete le trovi o nelle megaproduzioni hollywoodiane o nelle
cose così. Un make-up curato costa molto e quando hai impegni con la
produzione, se non è perfetto te ne freghi… al massimo rimedi con le
luci. Il make-up è solo funzionale alla storia. Mentre nelle produzioni
a basso budget di solito il regista è anche produttore e ci tiene molto
di più. Qua anche se il tempo di lavorazione è stato ristretto, hanno
fatto delle riprese davvero belle e il mostro l'hanno sfruttato a
dovere.
(M.
Z.) Film horror preferiti in assoluto?
(Giomaro)
"Zombi", che è anche uno dei miei film preferiti in assoluto,
sia per l'aspetto splatter, sia per l'intenzione di riflettere la
realtà della società americana di quegli anni, seppur in maniera
grottesca. Mi ha fatto capire cos'è il cinema, la potenza simbolica del
cinema. Un film simbolico, metaforico e assolutamente visivo. Come lo
sono "Ghostbuster", nel suo genere (brillantissimo, gran
musica, effetti, attori, risate), e "Brain Dead".
(M.
Z.) Qualche film che citeresti solo per gli
effetti speciali o per il make-up?
(Giomaro) I
film con gli effetti fondamentalmente non mi piacciono perchè spesso
sono fini a se stessi, decontestualizzati, una cosa voyeristica e basta.
"Zombi" è bello perchè è voyeristico però in un contesto
incredibilmente valido. Dice di più di quanto non sembri.
E poi c'è "Brain Dead": punto d'inizio e, dico io, d'arrivo
dello splatter. P. Jackson ha messo un punto sul genere, come adesso
pretende di averlo fatto con "Il signore degli anelli". Ma non
è così, perchè "Il signore degli anelli" è troppo
sintetico, mentre il fantasy è molto legato ad atmosfere magiche e
medievali che dovrebbero rispecchiarsi maggiormente nello stile di
ripresa. "Il signore degli anelli" l'avrei fatto molto più
sanguigno, più vicino a "Brave Heart". Meno computer,
insomma.
Ma ormai è così che girano le cose. Una volta il mostro era di
plastica e te lo godevi di più. Adesso te li fanno vedere tutti e
avverti che c'è qualcosa di sintetico. Una volta ti facevano vedere una
sola zampa. Ed era potente. Un po' come nel porno… una cosa è lo
streap tease, un'altra sono le tavole anatomiche.
(M.
Z.) Mostri preferiti?
(Giomaro) Il
Dracula, di Greg Cannon, molto particolare. In generale lo zombi,
perchè in sé rappresenta la possibilità di una vita dopo la morte. E
poi la bambina de "L'esorcista". Sempre perché c'è sostanza
dietro… è incredibilmente inquietante.
(M.
Z.) Per concludere… volendo contattarti?
(Giomaro) Scrivetemi:
gommo@freemail.it In futuro ci
sarà anche il sito, ma per quello bisogna ancora pazientare.


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