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16 - 17 - 18 Aprile 2004
The Gate sul set di "Week-End"
Intervista a Francesco Cortonesi - Sceneggiatore


TORNA A Presentazione Week-End...

Prima di far due chiacchiere con il regista, mi trattengo con Francesco Cortonesi, per parlare della sceneggiatura e della genesi di "Week-end".

(Marco Zolin) Incominciamo dal principio. Com'è nata l'idea per questo soggetto? So che un ruolo fondamentale l'ha giocato questa splendida location…
(
Francesco Cortonesi) Dunque… generalmente io lavoro sui miei racconti e poi scrivo la sceneggiatura. Questa volta invece abbiamo provato in maniera diversa. C'era la location e c'era l'idea di far comparire il mostro. Non volevamo fosse un clone eccessivo di altri film, ma sapevamo già abbastanza dove volevamo andare a parare: Maurizio voleva lavorare su di un horror classico. Io tendenzialmente non lavoro molto sull'horror classico, mi piace di più la contaminazione, però mi interessava farne uno e allora ho accettato, con l'intenzione di concentrarmi molto più sui personaggi, piuttosto che sull'originalità della storia. Ho fatto in modo di modificare l'atteggiamento di ognuno durante tutto lo svolgersi della vicenda, farlo partire da un punto per poi virare di 360 gradi e dimostrarsi tutta un'altra cosa. Il che riprende l'inizio, quando viene colpito qualcosa che si crede essere un bambino, ma che in realtà… Insomma, il cerchio si chiude… Niente di ciò che vedi è quello che sembra, a partire dal mostro per arrivare ai personaggi.

(M. Z.) Rimanendo in tema… dicci due parole su ogni personaggio.
(
Cortonesi) Sara ricalca inizialmente lo stereotipo della donna debole, indifesa, che si mette a piangere per ogni sciocchezza, ma poi si rivela infida e pronta a tradire chiunque. Volevo uno stereotipo che rappresentasse ciò che l'uomo generalmente pensa della donna. Allo stesso modo i due uomini si comportano inizialmente in modo stereotipato, salvo poi scambiarsi i ruoli ed essere traditi dal loro stesso atteggiamento.

(M. Z.) Qual è la tua prima impressione circa la resa delle riprese?
(
Cortonesi) Io sono molto ottimista. Fino a questo momento, lavorando con Cristiano e Maurizio, non ho mai avuto occasione di essere pessimista. Di contro, so che la prima volta che lo vedrò mi farà schifo. Di solito il film mi piace dopo un anno, perché lavorando su di una storia che tu inizialmente hai scritto e ti sei immaginato in un modo, vederla fare da altri è dura. Ad ogni modo, per ora, sono ottimista. Gli attori sono stati bravissimi, c'è stato un gran lavoro da parte del direttore della fotografia e noi ci siamo mossi davvero bene sul set.

(M. Z.) Hai sceneggiato tu tutti i corti della filmhorror.com?
(
Cortonesi) Sì tutti, a parte il primo. Alle volte siamo partiti dai miei racconti altre volte dalla sceneggiatura. Io sono con loro più o meno dal 97-98. Prima ho provato con un regista professionista a Milano, però quel mondo mi faceva schifo…. E tuttora mi fa schifo. Così ho preferito tornare a fare il professore per mantenermi e buttarmi sull'horror assieme a Cristiano e Maurizio.

(M. Z.) Che difficoltà incontri nel passare da un racconto alla sceneggiatura e viceversa?
(
Cortonesi) Nessuna nel passaggio da racconto a sceneggiatura, perché di solito penso i racconti come sceneggiatura, mentre il contrario mi risulterebbe assai più difficoltoso.

(M. Z.) Preferisci scrivere l'uno o l'altro?
(
Cortonesi) A seconda dei mesi, a seconda della mia fase. Sono due lavori completamente diversi e due modi diversi di porsi rispetto alla scrittura.

(M. Z.) Qual è il corto tratto da un tuo racconto che ti è piaciuto di più? Questo?
(
Cortonesi) Sia "Ultima estate a Shell Beach" che "Matrimonio in collina" sono venuti davvero bene. Per quanto riguarda questo, ti farò sapere. Ho fatto molte esperienze prima, lavorando con altri registi, ma con la filmhorror ho avuto le maggiori soddisfazioni.

(M. Z.) E il segreto qual è? Qual è il punto di forza di questo sodalizio con la filmhorror.com?
(
Cortonesi) Io credo molto nella distinzione fra i ruoli e così anche loro. Questo è importantissimo per me e mi fa star bene con la filmhorror. Alla fine, bravo o non bravo, ognuno deve avere il suo ruolo, perché in quel ruolo ha esperienza e si rende conto di ciò che deve fare e di come lo deve fare. Se tutti collaborano senza sovrapposizioni, ciascuno può dare il massimo.

(M. Z.) Per concludere… letteratura e internet: leggi molto sul web?
(
Cortonesi) Leggo moltissimi racconti. Sono un perfezionista e mi piace vedere cosa stanno facendo gli altri, assistere ai progressi e confrontarmi. Mi piace molto navigare e leggere i raccontini, anche perché, a volte, non trovo moltissima differenza fra i grandi scrittori americani e ciò che trovo nei siti. La differenza alle volte sta nel modo in cui un prodotto è presentato. Leggere la pagina di un computer non è leggere un libro, leggere un autore famoso presentato in un certo modo è diverso da leggere il racconto di uno sconosciuto. Il nome, gli spoiler, tante cose possono fare la differenza… però spesso i contenuti sono ugualmente validi.

 

 

Marco Zolin



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