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09-05-2004
Transilvania live: Bloody Mary + Portrait of Tears

La
serata era iniziata con i peggiori auspici, la febbre e una forte
emicrania hanno deciso di stendere il loro velo su di me.
Come se non bastasse scopro che la mia preziosa maglietta degli Anathema
è 'misteriosamente' sparita insieme all'eyeliner con cui sono solito
truccarmi gli occhi. Ma d'altronde quando si è costretti a convivere
con una persona egoista e limitata che non ha il minimo rispetto che te,
racchiusa in uno squallido e patetico mondo piccolo borghese, queste
cose sono all'ordine del giorno. Imprecando contro ogni divinità
passata presente e futura del pantheon di colei della quale non
visiterò mai la tomba, dedico un epitaffio alla maglietta ripensando
allo splendido angelo sofferente in essa raffigurato, ed esco senza
traccia di trucco sugli occhi.
Arrivato al Transilvania la seconda sorpresa: il biglietto non costa 5
euro come recitava il volantino in mio possesso ma 8, e la consumazione
non è inclusa nel prezzo.
Per un disgraziato come me che tra qualche mese andrà sotto i ponti 8
euro sono una cifra considerevole, ma considerando che questi sono gli
ultimi mesi prima di un'esistenza da clochard decido di togliermi
quest'ultima soddisfazione ed entro nel locale.
Quando la prima band inizia ad esibirsi nel locale ci saranno una
cinquantina di persone (di cui la metà si scoprirà essere
amici/parenti del gruppo), un numero piuttosto elevato per show del
genere.
Un intro di tastiera simil-organo introduce i Portrait Of Tears, e
vedendoli capisco perché non ne avessi mai sentito parlare prima. Sono
estremamente giovani ed acerbi, non sembra che nessuno di loro arrivi ai
vent'anni, e questa deve essere una delle loro prime esibizioni.
Il cantante mi lascia molto perplesso, sembra non possedere il carisma
necessario per il suo ruolo, il timbro vocale è più che discreto anche
se ancora acerbo, e non sempre ha piena padronanza della sua voce.
Il genere proposto è un gothic-metal atmosferico con abbondante uso di
tastiere (il tastierista sembra essere l'unico elemento - anche per il
look - con background black-metal), ed è proprio questo l'elemento che
differenzia il loro suono dallo stile di gruppi quali H.I.M., To die For…
e compagnia varia.

(Portrait Of Tears)
Il
secondo pezzo riesce a spiazzarmi traendomi in inganno, è uno
strumentale atmosferico dominato dal tappeto di tastiera, con qualche
frase recitata prima dal tastierista, poi dal cantante.
Ma dopo questo brano si ritorna su canoni standard, confermando le mie
prime impressioni. La band ha discrete potenzialità ma è ancora
acerba, l'elemento più maturo mi è sembrato il batterista (che non fa
nulla di eccezionale, ma lo fa in maniera precisa), il cantante si
scalda e prende confidenza, ma nonostante discrete potenzialità deve
maturare ancora molto, come il resto della band.
I pezzi hanno una struttura semplice ma accattivante, introdotti quasi
sempre dalla tastiera, si dividono in due tipologie: pezzi più veloci e
trascinanti - nei quali il gruppo mi sembra rendere meglio - e brani
più romantici e languidi sullo stile degli H.I.M.
Proprio uno degli ultimi pezzi la band si esibisce in una cover di Join
Me In Death del gruppo Finlandese.
E qui si evidenziano in maniera ancora più netta l'inesperienza ed
acerbezza del cantante (io non sono certo tra coloro che amano gli
H.I.M., ma tra le critiche che si possono fare a Ville Valo - e se ne
possono fare tante - nonostante l'involuzione vocale dell'ultimo lavoro,
non si può proprio dire che non sappia cantare), che prende subito due
stecche paurose, e non regge il confronto con la voce di Valo, tuttavia
in seguito decide di non strafare e fornisce una versione più che
discreta.
Dopo un altro pezzo e circa 35 minuti d'esibizione la band si congeda.
Ne riparliamo tra 3-4 anni, quando avranno maturato al giusta
esperienza. D'altronde l'età è sicuramente dalla loro parte.
In attesa dell'evento, cioè l'esibizione dei Bloody Mary, io e il mio
compagno di sventura (un ringraziamento a Riccardo per aver accettato
l'investitura da fotografo ufficiale) ci prendiamo una boccata d'aria,
ed in quel mentre scambio una foto/quadro di Johan Edlund (leader dei
Tiamat ndr) per la foto del Papa (giuro che non avevo bevuto né ero
fatto - anche perché non avevo soldi).
Rientrati mi accorgo che il locale si sta riempiendo, prendo posto nelle
prime file e l'esibizione ha inizio.
Conosco i Bloody Mary dagli albori, da una delle primissime esibizioni
di 3 anni prima all'Indian Saloon di Sesto San Giovanni insieme ai
Kyrie, in cui a parte una decina di amici/parenti della band gli unici
spettatori paganti eravamo io ed un mio amico.
Da quella sera ne è passato di tempo, la band è maturata molto, adesso
si affida a due manager (uno per il territorio italiano ed uno per
l'estero), ha fatto decine e decine di esibizioni, sono comparsi sulla
compilation Gothic Love (unici italiani insieme ai Lacuna Coil) con il
brano It's Too late accanto a band quali Paradise Lost, Tiamat,
Moonspell, Type O'Negative ed H.I.M, e sono pronti al successo mondiale.
L'unica cosa a non essere cambiata è l'incredibile capacità vocale di
Aldebran, il singer, una delle migliori voci in campo gothic-metal in
assoluto.
La cura per l'aspetto visivo e la scenografia è sempre uno dei punti di
forza della band Meneghina:
un sipario purpureo è abbassato, in mezzo un microfono.
Una figura sale sul palco, annusa il microfono e in inglese declama
qualcosa come ' Sento un odore strano. Whisky? No… Vino? No… E'
l'odore del sangue…' e dopo una breve dissertazione sul liquido vitale
chiede: ' Siete pronti a donare il vostro sangue? ', ed alla risposta
affermativa del pubblico annuncia con voce cavernosa: ' Ecco a voi i
Bloody Mary!!!! '
Il sipario si alza e lo spettacolo ha inizio. Aldebran è prigioniero di
un immensa ragnatela artificiale che ricopre il soffitto, con sguardo
spiritato si agita e inizia a cantare. La band è perfetta, i musicisti
(due chitarre, basso e batteria) sicuri del palco e dei loro strumenti
(il confronto con i Portrait Of Tears è impietoso, si nota la
differenza di esperienza e capacità tra una band 'professionista' ed
una alle prime armi), mentre Aldebran è padrone assoluto della scena,
è un vero animale da palco, sinceramente non conosco cantante Italiano
che possieda il suo carisma; si agita, canta, interpreta con la sua voce
che domina la scena.

(Il sipario si alza ed Aldebran invade la scena…)
I
primi due brani sono tratti dal promo 'Rosemadder' e vengono eseguiti
alla perfezione, Aldebran si libera a poco a poco della ragnatela e
dialoga con pubblico, le due prime file - costituite dal Bloody People,
affezionati alla band - è in visibilio, cantano a memoria le parole
della canzoni, si agitano e ballano al ritmo della musica e della magica
voce del cantante.
Il rapporto con il pubblico è sempre stato considerato importantissimo
dalla band, che crea una vera alchimia, grazie soprattutto - ma non solo
- al carisma del singer.
Successivamente è la volta di due 'classici' (nonché tra i miei brani
preferiti) tratti dal cd 'Red', e cioè Drops e la trascinante Little
Sister.
E qui Aldebran si ferma e da vero leader istrionico inizia un dialogo
con il pubblico, dicendo di aver portato un regalo.
Al grido 'Fuoco e fiamme! Fuoco e fiamme!' (il primo che pensa al film
'Il Corvo' vince un calice del mio sangue) da parte del pubblico la band
regala gli accendini dei Bloody Mary per infiammare la serata, ed invita
ad usarli per la successiva ballad, Learning To Fly, che dedica ad un
futuro nascituro (mi è sfuggito di chi si tratti, presumo il figlio di
qualcuno della crew).
E tra lumi che creano una cornice romantica la band da il meglio di sé
in termini emotivi, regalando brividi ai loro affezionati, che intonano
cori.
Lo show prosegue dominato dall'istrionico cantante, i brani del loro
repertorio si susseguono senza sosta con la band che fornisce uno show
visivo oltre che musicale (un plauso al batterista, davvero maturo che
esegue i pezzi in maniera impressionante).
Mi guardo intorno e stimo che ci saranno all'incirca 300 persone, il
locale non è pieno, mi aspettavo di più, però siamo in Italia, e mi
ricordo di show di band più famose (The Gathering, Amorphis…) con
meno pubblico (per non parlare di uno stupendo show di qualche anno fa
dei Dreadful Shadows con Gitane Demone al Binario Zero, in cui eravamo
sì e no 30 persone).
Purtroppo esiste un'assurda legge che vieta costringe i locali a
terminare show dal vivo entro una certa ora per evitare inquinamento
acustico (cosa che non ho mai capito, perché una volta terminato il
concerto inizia sempre la discoteca, ed i decibel emessi non mi sembrano
poi tanto inferiori), così presto, troppo presto Aldebran annuncia
l'ultimo pezzo della serata.
E' Face To Face, la cover di uno storico pezzo anni ottanta dei Twins
(presente anch'essa sul cd 'Red'), rifatta in maniera personale.
Il pezzo termina con Aldebran agonizzante sul palco.

(Aldebran e Alessandro)
A
sorpresa la band decide di regalare un altro pezzo e così il concerto
si chiude con uno dei loro brani più famosi: 2nd Chance (di cui potete
trovare il video sul loro sito ufficiale, e potete notare l'evoluzione
estetica e professionale della band da quella registrazione).
Al termine del concerto rimango giusto per ascoltare due o tre pezzi
messi dal dj, e con mia piacevole sorpresa noto che non è l'EBM più
techno a farla da padrone ma vengono presentati pezzi gothic-metal
(nell'ordine H.I.M, la cover di Sweet Dream rifatta da Marylin Manson e
un pezzo dei Paradise Lost).
Da questa serata ho avuto conferme: la prima è che la mia decisione di
tagliare i ponti con coloro che mi hanno circondato sino adesso e con il
loro mondo è più forte che mai, e magari estendere questo principio al
genere umano nel suo complesso, la seconda è che i Bloody Mary si
apprestano al successo mondiale al livello di gruppi quali H.I.M. o
Sentenced (intendo a livello di fama, non per sonorità).
Io vi ho avvisato….

(i Bloody Mary ed il loro pubblico)
Il
sito ufficiale della band è: http://www.bloody.it

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