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House of Usher Live

07 - 11 -2004 -  Transilvania Live (Mi)

ORDEAL BY FIRE -- HOUSE OF USHER

 

Decadenza.
Esiste una dolce forma di decadenza nella quale siamo immersi, che ogni giorno ci parla, che ammalia gli esteti e i poeti. E' la decadenza delle rovine, nella quale bellezza e caducità si sposano languidamente trovando l'apoteosi e la consacrazione nel sublime, nella quale l'effimero si eternizza.
Esiste un'altra decadenza, quella che la nostra società porta avanti quotidianamente come un vessillo, nella quale i sogni imputridiscono.
Questa sera sono stato partecipe più del secondo tipo di disfacimento che del primo.
La calata di un gruppo storico del gothic rock quale gli House Of Usher, a distanza di una decade dalla loro unica apparizione in Italia, non poteva non smuovere un derelitto come il sottoscritto.
Per non perdere nemmeno il gruppo di supporto, gli Ordeal By Fire, mi informo sul sito del Transilvania Live sull'inizio del concerto: ore 21,00 apertura cancelli; ore 22,00 inizio concerto. Nessun cenno sull'esibizione del gruppo torinese. E' attraverso lo stesso gruppo, contattato il girono precedente, che vengo a sapere che saranno loro ad accompagnare la band tedesca.Comincio già a capire la qualità dell'organizzazione.
Alle 21 in punto mi trovo di fronte al Transilvania Live, alle mie spalle le luci di San Siro, perché sfortunatamente questa sera si gioca Milan-Roma, e trovare un parcheggio diviene una follia.
Fuori ci sono 7 gradi, e stare in maglietta non è piacevole.
Il locale è chiuso, una gabbia all'esterno, usata forse per qualche show, e due ragazzi in attesa di entrare. S'intravedono i membri degli Ordeal By Fire che stanno cenando.
Visto che il gelo attanaglia le membra con il mio fido fotografo Riccardo decidiamo di vagare come spettri per scaldarci. Saremo costretti ad attendere sino alle 21,40 prima che il locale si degni d'aprire.
Nel frattempo per non morire assiderati ci passano per la mente suggestioni masochistiche, quali quella di andare nei pressi dello stadio a farci prendere a sprangate da bestie che si fanno chiamare ultras, ed è solo il freddo che ormai ha raggiunto le sinapsi ad impedire d'immolarci.
Entro per secondo, il ragazzo prima di me ha un pass, ed anche quello dopo. Comincio a sospettare di essere l'unico pagante della serata.
Il locale è deserto, è stato rimosso anche lo storico lampadario pieno di ragnatele che dominava la sala. Attendiamo rifacendoci gli occhi nell'immancabile stand di cd del mitico Nikita, nel quale comprerei tutto, ma alla fine mi limito a prendere Saphir degli Ataraxia a 9 euro, anche se le storiche compilation Intimations Of Immortality dell'Energeia a 10 euro mi fanno gola.
Il dj che nel pre-concerto prepara il sottofondo è uno scandalo, non è capace di usare l'impianto, continua a chiamare l'addetto al mixer per risolvere i suoi problemi, e dopo il primo brano ingannevole - gli stupendi Aenima - propina musica fuori luogo ed inascoltabile, più vicina a territori techno che dark (non era EBM, era proprio techno!), ed alla fine quasi lo ringrazio di mettere tre brani di fila dei Placebo (che non sopporto) che poco c'entrano con quanto stiamo per ascoltare.
Finalmente gli Ordeal By Fire iniziano a suonare liberandoci dalle torture del dj.
Per tutta la durata del concerto sotto il palco siamo in 16 (ho contato gli spettatori), più 3 o 4 persone sulle pseudo-gradinate ed i gestori del locale.
Nemmeno al concerto dei Dreadful Shadows con Gitane Demone di quattro anni fa al Binario Zero ho visto così poca gente.
Nonostante questo gli Ordeal By Fire dimostrano una professionalità invidiabile e eseguono una buona performance, energica e coinvolgente. Era la prima volta che riuscivo ad ascoltare il gruppo torinese, nato dalle ceneri dei Burning Gates. Ed è proprio da dove questi si erano fermati che la band riparte: gothic rock di chiaro stampo nephiliano, con le chitarre in primo piano e la voce del cantante che, pur in maniera personale, ricalca l'inarrivabile Carl Mc Coy.
I brani rivelano sfumature melodiche che impreziosiscono il lavoro, e diversi pezzi coinvolgono già dal primo ascolto. Il gruppo suona praticamente tutto il nuovo album Untold Passions, finendo alla fine per offrire una performance che supererà in durata quella degli headliner.
Il gruppo è deluso di suonare davanti a così poca gente, ed è comprensibile; alla fine il disponibilissimo cantante si lascerà andare ad una battuta, dicendo che tanto conosce tutti gli spettatori, che sono dei fedelissimi, tranne due (si stava riferendo a me e Riccardo nda).
Anche nel dopo serata i membri del gruppo torinese si dimostreranno umili e disponibilissimi, e vista la loro performance convincente, acquisto sia il demo che l'album Untold Passions.
In attesa degli House Of Usher osservo la desolazione. Se per gli Ordeal By Fire eravamo in 16, con gli House Of Usher arriviamo a non più di 20-25.
A Roma tre sere prima i paganti sono stati 22. Solo a Prato le cose sono andate un po' meglio.
Un'assurdità(questi dati di fatto mi sconvolgono NDTsade).
Quello che una volta era il movimento dark adesso non esiste più, ci sono solo dei discotecari nero vestiti che preferiscono sfoggiare il nuovo completino firmato, peripatetiche che mostrano le forme in completini attillati desiderose di farsi rimorchiare dall'idiota di turno, principi della notte che non sanno neanche chi sia Rozz Williams, ma che probabilmente hanno tutta la discografia di Robbie Williams e Avril Lavigne. E della musica e dei concerti non interessa a nessuno, figurarsi della filosofia e dell'esistenzialismo dark.
Alle 23,40 gli House Of Usher salgono sul palco, e non potete immaginare quale emozione sia stata per me.
Jorg Kleudgen - il cantante (che di professione fa anche l'infermiere, ho scoperto) - da solo vale il biglietto.
Un cadavere.
Immaginatevi questa figura, alta sul metro ottantacinque - metro e novanta, anoressica, con dei capelli assurdi che lo facevano assomigliare ad un surreale Telespalla Bob (o Sam?) dei Simpson in versione dark.
Per non parlare poi delle movenze e dello sguardo: in questi suoi gesti affiorava una sensibilità fuori dal comune, tipica degli immortali. Avrei desiderato poter conversare con lui, magari davanti ad una bottiglia di porto, peccato non ce ne sia stata l'occasione.
Comunque, solo questa visione mi ha ripagato delle delusioni della serata.
Le emozioni scorrevano a fiumi per il sottoscritto, anche se è innegabile che la performance non sia stata da incorniciare; la mancanza di un'audience adeguata ha fatto sì che l'alchimia non scattasse; Jorg ha adoperato un timbro piuttosto monocorde, adatto al goth di stampo classico proposto ed alla musica onirica, suadente e ripetitiva, e solo alla fine (dopo la quarta o quinta birra) si è lasciato andare, arrivando addirittura ad offrire la propria birra ad uno spettatore e a sorridere!
La scaletta ha privilegiato brani tratti dell'ultimo album - Inferno -, accompagnati da immancabili classici e da un brano nuovo, dal titolo It Doesn`t Matter, tratto dal nuovo album Radio Cornwall previsto per il 2005.
20 minuti dopo mezzanotte, dopo solo quaranta minuti di concerto, e dopo aver suonato meno del gruppo di supporto, Jorg ha guardato verso un gestore del locale posto dietro le quinte, questi ha fatto cenno di diniego con il capo ed il concerto è finito!
Ora, è innegabile che la scarsa affluenza non abbia giovato ad un gruppo del calibro degli House Of Usher, che a Prato hanno suonato per oltre un'ora e mezza, tuttavia mi risulta che la scelta sia da imputare esclusivamente al Transilvania Live.
Il locale pubblicizzava per mezzanotte un dopo-concerto danzante con ingresso gratuito.
In ogni occasione in cui ho assistito ad un concerto in questo locale il gruppo è stato COSTRETTO a sospendere il concerto per limiti di tempo imposti dal locale, mi ricordo ancora i fischi che sono volati per la data dei Clan Of Xymox…
Così sono entrati i discotecari nerovestiti, pronti a ballare i soliti brani che dj incompetenti presentano da dieci anni a questa parte, pronti a sfoggiare abiti firmati, pvc, merletti, seni, culi, rossetti e ceroni.
Decadenza che nulla ha vedere con la poetica delle rovine.
Tempo di visitare lo stand degli House Of Usher dove speravo di trovare il primo cd Stars Fall Down ormai fuori stampa, che è l'unico a mancarmi, e che continua a mancarmi visto che erano disponibili solo Inferno e Cosmogenesis che già possedevo, e poi abbandoniamo i discotecari al loro destino, solleticati dal dj incapace.
Fuori il deserto.
Nessuna macchina.
Milan-Roma si era conclusa da tempo.
Così come il movimento dark.

 


ORDEAL BY FIRE


ORDEAL BY FIRE


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HOUSE OF USHER


HOUSE OF USHER


HOUSE OF USHER


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JORG KLEUDGEN


JORG KLEUDGEN


HOUSE OF USHER

 

Ian Delacroix


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