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Intervista a
Vincenzo Malara
Vincenzo
Malara nasce a Modena nel 1981 e attualmente frequenta il secondo anno
della facoltà di Scienze della Comunicazione all'Università di
Macerata. Nel 2000 pubblica il suo primo romanzo, "Tom Ford" e
nel 2001 viene selezionato per partecipare alla biennale di arte
contemporanea Leonardo da Vinci a Roma, dove viene premiato per il
racconto "Devil Rock". Negli ultimi due anni si è dedicato
alla stesura di altri due lavori, "Persi nel Vuoto" e
"Loro". Attualmente sta completando il suo nuovo romanzo,
"Middle End", ambientato nelle praterie degli Stati Uniti di
fine '800. (Tratto da "Loro"- edizioni Delos Books - coll. I
Delfini)
Il
2 Aprile 2004, alla Feltrinelli di Modena, Vincenzo Malara ha presentato
"Loro", il suo ultimo romanzo, nonché il primo edito da Delos
Books. A Febbraio ho ricevuto una copia del libro perché ne scrivessi
la recensione e devo dire che lo stile del giovane Malara, classe 1981,
mi ha veramente colpito. In seguito ho avuto il piacere di parlare un
po' con Vincenzo tramite e-mail fino a che non mi ha detto della
presentazione. Complice la distanza non proprio proibitiva che mi
separava dal luogo dell'evento, ho deciso di farci un salto per
porgergli direttamente alcune domande.
Essendo
giunto sul posto stranamente puntuale, mi sono sistemato tra il pubblico
ed ho potuto assistere alla presentazione sin dalle prime battute.
Emozionato, ma anche molto motivato, Malara ha esordito accennando alla
genesi del romanzo. Ad ascoltarlo un'attenta folla di curiosi ed amici
"… l'idea di base nasce da un lungo viaggio negli Stati Uniti in
cui mi sono gettato alla ricerca d'ispirazione, oltre che dalla vicenda
reale del suicidio dei membri della setta Heaven's Gate…".
Un breve articolo apparso su Clarence Cultura e Spettacolo era stato
precedentemente distribuito per spiegare l'accaduto: "Rancho Santa
Fe, California. E' il 26 marzo '97, un giorno di strana afa e di orrenda
fibrillazione intorno alla magione in cui la setta Heaven's Gate si
ritrova solitamente a discutere e pregare affinché i corpi dei fedeli
siano risucchiati, come in un Cocoon impazzito, da una spirale
metafisica verso l'incontro con i Creatori: che sarebbero alieni
disposti a concedersi in un incontro a un'elite del genere umano. […]
Il 26 marzo, nella tranquilla villetta del gruppo religioso fa il suo
ingresso, telecamere al seguito, il plotone dello sceriffo della Contea.
Lo spettacolo a cui assistono cameramen e poliziotti è allucinante: 39
corpi distesi su letti a castello, tutti abbigliati con tute nere, Nike
ai piedi, velo triangolare violaceo a coprire il volto. Sono i cadaveri
dei membri di Heaven's Gate, che hanno dato seguito alle direttive del
loro leader Applewhite, anch'egli ritrovato senza vita su un letto in
una stanza appartata. […] Secondo il coroner, i membri della compagine
religiosa sono morti da tre giorni, suicidatisi tutti grazie a una
robusta ingestione di fenorbital e vodka: un cocktail letale per una
dolce morte."
Mi sono soffermato alcuni minuti sull'articolo, fino a che le luci si
sono abbassate ed è iniziata la lettura di alcuni passi del libro,
scelti e commentati appositamente per introdurre il pubblico al romanzo
senza però svelare nulla o quasi dei punti chiave dell'intreccio. In
chiusura Alessandro Bozzoli, amico e compagno di viaggio Vincenzo,
Andrea Stopazzoni e Lorenzo Trenti, fondatori di un club fantascienza
nella vicina cittadina di Castel Franco, hanno intrattenuto il pubblico
muovendo dal libro di Malara per parlare di letteratura di genere in
maniera più ampia, con particolare attenzione al mondo della
fantascienza.
Al
termine della presentazione ho finalmente avuto la possibilità di
sedere al fianco di Malara e dei ragazzi del club, in modo da porgere
loro qualche domanda più diretta.
Allora
Vincenzo…Senza svelare nulla più del necessario, dicci qualcosa sulla
trama del tuo ultimo romanzo, "Loro" appunto.
"Loro" è un tuffo in un'avventura già iniziata, l'avventura di
Peter Jackson, profeta di una razza superiore che gli dona il potere di
convertire "le anime perdute" con la sola forza delle sua
parola. Talora basta addirittura un semplice sguardo perché chi lo
circonda lo riconosca e sia pronto a seguirlo, fino alle più estreme
conseguenze. Non aggiungo altro; non vorrei dire troppo e già ho
rischiato di tradirmi un paio di volte durante la conferenza…"
Sorride.
Oggi si è parlato molto di fantascienza. Qual è il peso della
componente fantascientifica all'interno del romanzo?
"Loro" è principalmente un romanzo horror, però al tempo stesso lo
si può vedere come una mescolanza di horror e fantascienza. Sono due
generi che si prestano molto a contaminazioni reciproche…"
Approfitto della presenza dei ragazzi del club di Castel Franco e chiedo
il loro parere sull'argomento.
"Horror e fantascienza godono sicuramente di rapporti di ottimo
vicinato. Spesso è difficile definire un confine netto fra i vari
generi". "Pensa solo al Frankestein di Mary Shelly… è un
ottimo esempio di fanta-scienza, scienza portata all'estremo, ma anche
uno dei capisaldi della letteratura horror di tutti i tempi".
"E poi c'è Lovecraft…". Già, Lovecraft…
Sia la componente onirica che quella fantascientifica giocano un ruolo
chiave all'interno di "Loro". Quanto c'entra dunque il
solitario di Providence con il tuo romanzo? Ti sei ispirato in qualche
modo ai suoi racconti?
"No, non direi… non conosco molto bene Lovecraft - mi ha sorpreso
Malara - però mi ripropongo di colmare al più presto questa lacuna.
L'autore a cui faccio maggiormente riferimento quando tratto tematiche
di questo tipo è S.King." Indubbiamente i riferimenti al
"re" non mancano e, se leggerete il libro, ve ne renderete
conto.
Parliamo dello stile con cui è scritto il romanzo. E' incisivo, veloce,
i tempi sono davvero molto corti…mi ha colpito molto…
"Sì, i tempi sono cortissimi… "Loro" nasce come una
sorta di sfogo. Nasce in un momento di rabbia e lo stile rispecchia
molto quello stato d'animo iniziale. E' stata una novità per me. Se
leggi "Tom Ford", il mio primo libro, vedrai che i tempi si
allungano moltissimo. Forse "Tom Ford", più che
"Loro", è scritto in uno stile che può somigliare a quello
di S. King."
Dimmi qualcosa di più su "Tom Ford".
"Tom Ford è la storia di un uomo prigioniero dei propri sogni. Una
forza misteriosa lo costringe a riviverli in maniera incredibilmente
reale. Lo tormenta, ma in realtà lo fa perché ha bisogno di lui. E' il
racconto di un viaggio, sospeso fra il mondo irreale e la realtà del
protagonista. E' un'avventura con punte di horror."
Ancora una curiosità su "Loro": il protagonista del libro si
chiama P. Jackson… un tributo al grande regista?
"No, credici o meno, ma è stata un cosa del tutto involontaria.
Probabilmente perché mentre scrivevo si faceva tanto parlare di Jackson
a causa de "Il Signore degli Anelli" e questo può avermi in
qualche modo influenzato."
"Loro" è edito Delos Books. Come ti sei trovato a collaborare
con i tuoi nuovi editori?
"Devo dire che sono stati molto professionali. Lavorano bene, sotto
tutti i punti di vista. Il primo Maggio hanno anche organizzato a
Firenze la presentazione ufficiale della collana Delfini, di cui fa
parte il mio romanzo. Nulla a che vedere con la mia prima esperienza
editoriale con una piccola casa editrice di Napoli, la Michele di Salvo
Editore. Non mi hanno chiesto soldi, ma sono ancora in arretrato coi
pagamenti e hanno fatto tante promesse che poi non hanno mantenuto. Con
la Delos è stata tutta un'altra musica."
Quali progetti hai per il futuro?
Ho nel cassetto una raccolta di racconti, "Persi nel Vuoto",
sempre a metà fra horror e fantascienza, che credo pubblicherò con una
casa di Roma. Poi è in via di pubblicazione anche un altro romanzo,
"Middle End", ambientato nelle praterie di fine Ottocento. E'
un western, un'altra delle mie grandi passioni. In più, collaborerò
con OtherSide come revisore.
E voi che mi dite? Chiedo, riferendomi ad Alessandro, Andrea e Lorenzo:
"Diventare presidente del consiglio". "Oppure imperatore
del mondo". "… e naturalmente continuare a guardare e
leggere di fantascienza."
Progetti ambiziosi! Non vi rubo altro tempo allora; solo l'ultima
domanda. Vincenzo, un consiglio per chi volesse intraprendere la tua
strada…
"Iniziare è dura. Ti riconoscono il lavoro, ma per sfondare serve
anche un po' di fortuna. L'importante è fare un passo per volta. Io ho
spedito il mio primo libro alla Einaudi, a soli 18 anni, e non mi hanno
nemmeno risposto. Ho imparato la lezione ed ora come ora sto lavorando
sodo per costruirmi un discreto curriculum, un biglietto da visita
necessario per approdare alle grandi case. Per adesso va benissimo
così. Ho un pubblico di nicchia, me ne rendo conto, però mi
accontento. Essere recensiti, sapere che gente che ha letto il tuo libro
e che magari ti scrive per complimentarsi, sono comunque già piccole
soddisfazioni; poi chissà. Ho miei sogni… quelli non li devi perdere
mai. Poi, guarda i libri quanti sono… L'importante è tenersi stretti
i sogni e continuare a scrivere, scrivere, scrivere."
Ormai
si era fatto tardi. I ragazzi dovevano andare e io ero atteso da
parecchi di km di autostrada. Li ho salutati e ci siamo lasciati con
l'augurio di incontrarci di nuovo, magari a Firenze per il Delos Day,
magari alla presentazione del prossimo libro di Vincenzo.

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